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La cronaca nera è una colla oleosa che scivola tra i tasti di una macchina da scrivere di qualche cronista di razza; la cronaca nera di un’Italia “povera ma bella” che si apre su grandi fogliettoni del dopoguerra, resa leggendaria dai flash dei fotografi e dalle parole degli scribacchini. Franco Di Bella ci ha fatto sopra un saggio magnifico, uscito in prima edizione per la Sugar nel ’60 (e oggi rieditato dal Milieu edizioni): Italia nera.

Qualche tempo fa ho letto Malacqua, romanzo sul quale non ho poi scritto nulla perché recentemente ristampato da Bompiani, nella collana Narratori italiani. Il libro mi era particolarmente piaciuto, tanto da portarmi a fare qualche approfondimento su Nicola Pugliese, che lo scrisse nel 1976 per poi pubblicarlo con Einaudi. Tra le informazioni recuperate, alcune associavano il suo nome a quello di Giovanni Amedeo: stessa origine partenopea e medesime attitudini.

Prendo per buono quel che scrivono Marco Malvestio e Valentina Sturli (2019), ossia che l’horror sta vivendo un momento particolarmente fortunato, sia a livello cinematografico che televisivo. Anche la critica sembra essersi rinnovata, traendo slancio da importanti e originali contributi (per limitarci al campo italiano non è possibile ignorare i lavori di Fabrizio Foni, Stefano Lazzarin, Fabio Camilletti e Roberto Curti). E in letteratura? Come si è rinnovato l’horror negli ultimi dieci anni? Vorrei provare a riflettere sulla questione prendendo in esame la serie a fumetti Dylan Dog Color Fest edita dalla Sergio Bonelli dall’agosto del 2007.

Proseguo la disanima dedicata ai racconti erotici da edicola, iniziata qualche settimana fa con la prima parte. L'auspicio è di non urtare la sensibilità di nessuno. Come consuetudine, questo sito ha l'obiettivo di scavare e riportare a galla quanto finito nell'oblio, ma che a nostro avviso merita almeno una traccia, ad uso futuro... ;)

Ho sempre apprezzato Georges Simenon, uno di quegli autori che più o meno tutti hanno letto almeno una volta nel corso della propria vita. I romanzi che vedono protagonista il Commissario Maigret non solo sono moltissimi, ma si trovano in giro con altrettanta facilità, acquistabili anche per pochi spiccioli. È difficile immaginare che ci possa essere un titolo dell’autore belga, che possa fare al caso nostro, eppure Il trasloco è proprio tra questi: dimenticato e difficile da reperire, ma anche un poco sopra le righe. Mi piace pensarlo "diverso", e non solo per i contenuti. Ma facciamo un passo alla volta. 

Frugando per le bancarelle dei mercatini si scoprono rarità dimenticate; un po’ di tempo fa ho reperito una prima copia di una collana di romanzi da edicola di cui non avevo mai sentito parlare, poi, nel volgere di un anno, sono riuscito a mettere le mani su 4 numeri (su un totale di una dozzina, di difficilissima reperibilità). Si tratta della collana i demoni, edita da Kermesse editrice (gli stessi della rivista la coppia moderna. Come periodo siamo tra l’ottobre del 1970 e il gennaio 1971. I demoni sono una collana assai interessante per più di un motivo. Anzitutto si tratta di volumetti tascabili (il formato è più grande rispetto a un KKK, e leggermente più piccolo di un Bonelli) composti da un romanzo di 100 pagine e, a seguire, da un fotoromanzo inedito.

Giovanni Arpino non è certo uno sconosciuto, almeno su questo sito. Fino ad oggi ne abbiamo parlato solo in riferimento a Domingo il favoloso, ma il suo nome è tra quelli che preferiamo, in compagnia di Tommaso Landolfi, Dino Buzzati e Alberto Savinio. Anche Torino, città nella quale di dipana la storia narrata nel romanzo preso in esame, è al centro di un interesse che su Mattatoio n.5 ha raggiunto un buon numero di approfondimenti, tanto che potremmo definirla la "nostra" capitale letteraria.

Scorrendo il bel volume Bompiani di Saran Alexandrian sulla storia della letteratura erotica, cerco un aggancio per cominciare questo pezzo (pezzo che se stai leggendo, caro lettore, è segno della larghezza di vedute del nostro buon Boschini, uomo colto e di mondo). In realtà i nomi snocciolati da Alexandrian si collegano ben poco a quel di cui voglio parlarvi. Tralasciamo proprio i classici greci e latini, così come gli erotomani cortesi (col loro eros metafisico), o le salaci e deliranti operette rivoluzionarie e controrivoluzionarie di fine ‘700.

Eccoci qui a parlare dell’Alessandri Lorenzo. Pittore, satanista, scrittore, altro?
In realtà l’Alessandri l’ho tirato fuori da un vecchio e polveroso libro della Cederna, Casa Nostra – viaggio nei misteri d’Italia (Mondadori, 1983), guida formicolante su un'Italia enigmatica e sotterranea. Il nostro fa la sua comparsa nelle prime pagine e la Cederna ci va giù pesante nel ricamarne la figura.

Thomas Ligotti è uno degli autori più originali del panorama letterario degli ultimi anni. Grazie all’opera meritoria di un editore come Ugo Malaguti e di un traduttore/curatore come Armando Corridore, gli scritti di questo autore sono stati diffusi anche in Italia. Ligotti inizia a pubblicare racconti (forma alla quale si dedicherà in massima parte) agli inizi degli anni ’80 su riviste amatoriali, rimanendo un autore di nicchia fino a pochi anni fa.

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