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Mattatoio n.5 è un sito amatoriale, che si avvale dell'impegno e del sacrificio gratuito di alcuni autori, che inviano i propri elaborati senza alcun tipo di cadenza prefissata. I contenuti non sono generati da software di Intelligenza Artificiale. (bot). 

Nobile di famiglia, ricchissimo, di gran classe, abile giocatore di tennis, proprietario di una tenuta principesca a Monasterolo, frazione di Vaprio d'Adda, in provincia di Milano. Morto nel 1997 a New York vittima di un infarto, negli anni di tangentopoli cenava a caviale con Francesco Saverio Borrelli. Uberto Paolo Quintavalle ha lavorato in ambito giornalistico per conto del Corriere della Sera e ha scritto parecchi libri, oggi tutti fuori catalogo e dimenticati. Di lui ci si ricorda al massimo la sua partecipazione come attore all’ultimo film di Pasolini. Era uno degli aguzzini di Salò. Il resto è oblio, o quasi. Ho recuperato quattro libri. Il primo romanzo è Segnati a dito del ’56. Prima aveva pubblicato solo un poemetto e delle tragedie.

L’orologio sul cruscotto dell’auto mi comunica che è sabato come se già il silenzio del telefono non me lo ricordasse continuamente. Sono le 21 e ci sono 11 gradi. Ed è il 26 maggio. Nei discorsi-intorno si parla solo di quanto faccia freddo e della pioggia che non smette di cadere da due mesi. Sono appena uscito dalla lavanderia automatica con un carico di biancheria e ora torno a casa mentre il mondo si appresta a uscire per immolarsi sugli altari che le pizzerie elevano ai carboidrati. Vedo le signorine, quelle che nei discorsi-intorno vengono sempre evocate come “la mia ragazza” anche se hanno superato da tempo i 40, rabbrividire nelle mini da sabato sera, avanzare insicure su tacchi altissimi resi più perigliosi dal marciapiede viscido.

Se vi piacciono gli autori sconosciuti e misteriosi, non potete perdervi il siciliano Angelo Fiore, il più celebre autore sconosciuto del Novecento. Può un autore essere famoso e ignoto allo stesso tempo? Sembra di sì con il nostro strano personaggio, capace di vincere premi prestigiosi, di avere lodi dalla critica più importante, firmare contratti con grandi editori, ed essere introvabile in libreria e affatto sconosciuto. Vediamo come si svolsero i fatti.

Sul Tamburo sfoglio un volume a cura di Michele Mordente, uscito per la benemerita Stampa Alternativa: le sceneggiature originali di Ranxerox ritrovate nell’abitazione dello sceneggiatore romano dopo la sua scomparsa nell’aprile dell’86. Agende, appunti, foto, collage vari. La mente del Tamburo era spumeggiante, sempre alla ricerca di cose nuove. Le sceneggiature, anche senza il supporto dei disegni iperreali di Tanino Liberatore, reggono bene e rendono l’idea di quel che il Tamburo, in quegli scorci di primi ’80, vedeva appena sotto la raggelante patina del riflusso: città rovinate, montagne di immondizia, lamiere, scatoloni, folle a torso nudo e pantaloni da tuta da ginnastica, giganteschi parcheggi, carcasse e barboni e ancora schermi televisivi accesi, coatti sintetici e ragazzine minorenni stese su letti enormi tra disordine allucinante e siringhe. Stampa Alternativa teneva parecchio al Tamburo, anche perché lui aveva esordito praticamente con loro.

Esistono libri che sono fatti di una scrittura anonima e che non aggiungono nulla al reame di carta esistente, né lasciano un messaggio nei tessuti connettivi di chi li ha letti. Eppure possono essere piacevoli, sugli scaffali delle librerie scompaiono rapidamente, vengono venduti come pane. E poi esistono libri composti con una scrittura personale, dove tra le righe il lettore esperto può rinvenire il seme di un intento artistico, di affermazione autoriale rispetto al marasma di carta scritta che respira in ogni angolo del pianeta e del tempo. E magari da questa seconda categoria, il lettore può estrapolare un senso delle cose, un messaggio, a dirla banalmente, che lo spiazzi, che gli consegni una visione del reale differente rispetto a quella che aveva prima, una concezione della logica modificata, proprio grazie alla porzione di innovazione che lo scrittore ha trasmesso alle sue pagine.

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