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Ho trovato La festa del raccolto per caso, nella cesta dei libri che si possono scambiare messa a disposizione dalla biblioteca del mio paese. Cercavo il romanzo di Thomas Tryon da così tanto tempo da non ricordarne nemmeno bene il motivo, visto che non è uno di quei titoli che tutti cercano e che il suo autore è pressoché uno sconosciuto, almeno nel nostro paese. Devo dire che tutto questo ha giovato alla lettura, libera da preconcetti e da influenze varie: mi capita spesso che una recensione influisca sulle aspettative o sveli quegli aspetti del libro che invece andrebbero tenuti segreti.

Confesso, avrei voluto recensire Le venti giornate di Torino di Giorgio De Maria in tempi non sospetti, nell’edizione del 1977 de Il Formichiere, per potermi fare bello su queste pagine. Poco male, ci ha pensato Frassinelli a ridare il giusto slancio al libro, facendoci conoscere uno scrittore non solo interessante, ma di quelli che piacciono a noi: misterioso, dimenticato, per certi versi di culto. Spinto dal desiderio di saperne di più, ho assistito all’evento numero tredici (un caso?) del Festivaletteratura di Mantova, dal titolo La stella nera di Giorgio De Maria. I due relatori, Cora De Maria e Luca Scarlini, non solo hanno rievocato i fantasmi e i tormenti di un genio tornato a interrogarci dall'Aldilà con le sue allucinazioni, ma hanno fornito agli astanti anche alcune suggestioni letterarie, per approfondire il tema di Torino come città magica, ma anche diabolica e metafisica. Tra i titoli emersi, Minuetto all’inferno di Elémire Zolla, L'ultima notte di Furio Jesi, La coda della cometa di Italo Cremona e infine Domingo il favoloso di Giovanni Arpino. È triste constatare come si tratti ormai di autori non più di moda, pur essendo stati un tempo scrittori “di peso” nel panorama editoriale del nostro paese.

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