Attualità
Attualità

Attualità (24)

Planète/Pianeta

La rivista Planète/Pianeta esce in edizione italiana nel marzo/aprile del 1964. Planète (The Planet) era una rivista francese di realismo fantastico creata da Jacques Bergier e Louis Pauwels. Funzionò dal 1961 al 1972 (in Francia).

Il 1969 psichedelico della letteratura italiana è affidato quasi esclusivamente alla penna fertilissima di Laura Toscano, la più grande scrittrice thriller che l’Italia abbia avuto. Il 5 ottobre del 1969 esce il n. 124 della collana I capolavori della serie KKK classici dell’orrore, edita dalle Edizioni Periodici Italiani di Marco Vicario, collana per la quale, brevemente, ha collaborato un giovanissimo Dario Argento.

Fabio Camilletti, nella Guida alla letteratura gotica (Odoya 2018), illustra il potere immaginifico di un genere forgiato da miti e figure che rispondono al presente con l’evasione nel passato. Il gotico, dal Settecento francese, vaga per l’Europa diventando di volta in volta racconto supernatural, horror, german o littérature frénetique. Negli altrettanto frenetici anni ’60 e ’70 italiani dello scorso secolo, i fantasmi del gotico riaffiorano nel lessico stereotipato delle collane da edicola I racconti di Dracula e I capolavori della serie KKK classici dell’orrore, ovvero pura letteratura di massa.

I racconti di Dracula uscirono nelle edicole italiane nel 1959 e continuarono fino al 1981. L’editore, la ERP, apparteneva al barone Cantarella, nobile siciliano che prima aveva iniziato a muoversi nel cinema, poi era passato al boom della narrativa popolare, in quegli anni al culmine. Cantarella non editava solo i Dracula, bensì anche molte altre collane, offrendo storie di guerra, spionaggio, rifacimenti della narrativa hard boiled americana. Gli scrittori dei Dracula erano tutti italiani, celati sotto pseudonimi anglofoni, un po' come i registi degli spaghetti western. Molti di questi erano alle prime armi e accettavano il compenso dell’editore (circa 50 mila lire dell’epoca in contanti e non era poco per un centinaio di cartelle!) per aumentare le entrate mensili: tra di loro abbiamo un giudice, un medico, uno psichiatra, un militare di carriera, un giornalista. Quasi tutti si vergognavano di quei romanzetti (scritti velocemente ai margini della vita lavorativa e famigliare, senza riletture o scalette e tantomeno editing particolari) e, negli anni, hanno cercato di far perdere le loro tracce. Si trattava insomma di “negri” della macchina da scrivere, mercenari pronti a tutto pur di raggranellare un po' di quattrini e non certo di fini intellettuali animati da propositi artistici.

Renzo Barbieri ha avuto molti meriti. Verso la metà degli anni settanta, l’editore milanese affianca alle sue numerosissime collane a fumetti horror-erotiche una serie di romanzi del terrore, anch’essi destinati al circuito secondario delle edicole.

Per sfamare la mia bramosia di libri e alimentare gli effetti dello tsundoku1, sono solito passare le domeniche in giro per mercatini delle pulci, alla ricerca di improbabili titoli, di affaroni da non lasciarsi sfuggire e di cose da recensire su queste pagine. Capite come la colpa sia anche in parte vostra, la responsabilità di tenere in vita Mattatoio n.5 mi procura stress, ansia e desiderio di evasione. Per questo motivo, non mi limito ad acquistare compulsivamente polverose edizioni cartacee, ma anche dischi in vinile e cose da appendere alle pareti di casa, indifferente al fatto che siano stampe, quadri o manifesti pubblicitari.

Max Boschini ha posto qualche domanda a Federico Cenci: appassionato e studioso di letteratura popolare e di genere, ha deciso a un certo punto di pubblicarsi quei libri che tanto voleva leggere ma che non trovava da nessuna parte, fondando nel 2014 la casa editricie romana Cliquot, oggi da lui condotta assieme a Paolo Guazzo, Roberta Rega e Cristina Barone.

Nel pregiato volume Mondadori Il piacere della paura (uscito nel 1973) i curatori Ravoni & Riva ricercano le origini del genere horror nel fascino discreto della borghesia novecentesca. Prima gli psicagoghi americani Creepy ed Eerie, buffoni orrendi di grandi abbuffate di fumetti collaudati sui canovacci di Poe, Lovecraft, Shelley, Stoker rivisti su fondo retinato e un lettering innovativo che verrà ripreso dalla pop art. Poi l'incubo borghese ha attecchito anche qui da noi, in una serie di pubblicazioni popolari della prima metà degli anni ’60: i fotoromanzi del brivido dell’editrice Nova di Roma, le collane dei KKK, dei Racconti di Dracula e ancora i Romanzi diabolici, la collana degli Urania, i Gialli allucinanti, le scimmiette della Garzanti, I gialli del secolo, I gialli dello schedario, o le valanghe di fumetti neri che cominciano ad uscire dalla prima metà degli anni ’60: Kriminal, Satanik, Sadik, giù fino all’orgia dei fumetti horror erotici inventati da Renzo Barbieri e Giorgio Cavedon.

Buzzati fantastiqueur, pasticheur di stili, dìablerìe alla Buzzati.
Nella nostra ricerca sul fantastico nella letteratura italiana, non può mancare un approfondimento su uno scrittore così ingombrante. Autore facile? Per bambini? Trascurato? Eccessivamente rivalutato? Buzzati è stato, dagli anni ’30 fino agli inizi degli anni ’70 l’autore che più di tutti ha indagato i topoi della tradizione fantastica. I suoi racconti, oggi, possono apparire dei pezzi d’antiquariato dove il perturbante veste i panni moderni dell’Italia del dopoguerra, in particolare quella investita dal Boom economico degli anni ’50.

Sherlock Holmes, a dispetto del tempo, delle mode, delle opinioni del singolo, gode ancora di una fortissima attrattiva nel pubblico. Spesso il suo fascino ha colpito anche l'universo femminile, malgrado la sua "presunta" misogenia o misantropia; egli fu in passato incarnato da più di duecento interpreti nel mondo del cinema muto, sonoro. Il passaggio dal classico bianco e nero al colore non fu facile; e spesso fu assai travagliato; la tecnologia moderna attuale, con l'avvento di effetti speciali pirotecnici, ci porta a viaggiare molto lontano con la fantasia. Entrando nel suo contesto, alcuni si sono azzardati di presentare scene e situazioni in anticipo alla tecnologia precedente, quindi possiamo vedere in un film di animazione l'immagine di una ruota dentellata di un orologio che in maniera sorprendente per quegli anni è tridimensionale, oppure in un altro contesto appare in assoluto il primo attore "virtuale" della storia, un personaggio interamente ricostruito attraverso il computer che interagisce con i personaggi reali in carne e ossa.

Pagina 1 di 3

Libri per genere

Questo sito usa cookie di analytics per raccogliere dati in forma aggregata e cookie di terze parti per migliorare l'esperienza utente (bottoni social). Puoi accettarli o declinarne l'utilizzo.
Voglio approfondire Accetto e procedo! Non accetto e declino