Attualità
In passato sono già emersi diversi aspetti, anche intimi, della mia passione bibliografica. Una passione che ha preso forma in modo quasi compulsivo, per non dire cronico, attorno a tutto ciò che riguarda il personaggio più celebre nato dall'inventiva di Arthur Conan Doyle: Sherlock Holmes. I miei articoli pubblicati su Mattatoio li trovate tutti qui.
Ho conosciuto Amal Bouchareb all’inizio del 2022 – quasi un’altra epoca rispetto a oggi. Non vi era ancora stato il 7 ottobre, la guerra tra Russia e Ucraina era ai suoi esordi, quasi nessuno parlava di intelligenza artificiale o ChatGPT e il mondo stava faticosamente uscendo dalla più tragica pandemia degli ultimi secoli. Ci eravamo messi in contatto per la traduzione di alcune mie poesie sulla Siria; ricordo che le erano piaciute perché, come mi disse, «non erano di parte» – il che, per me, fu un autentico complimento. Il merito profondo di quell'espressione appartiene tuttavia ad Amal: già allora, nella sua duplice veste di giornalista e scrittrice, ricercava la verità storica rifuggendo da posture filistee. Una scelta, la sua, che non va confusa con il disimpegno o con una fredda neutralità; al contrario, la sua attività di intellettuale è costantemente volta a scardinare la narrazione ufficiale, per andare al fondo dei fatti e rintracciarne le cause remote. All’uscita del suo nuovo romanzo I boccioli del mandorlo (ed. Vallecchi 2026) abbiamo contattato Amal per un’intervista.
Questa intervista nasce da una chiacchierata serale tra Max Boschini e Leonardo Tonini, poeta e collaboratore di Mattatoio n.5. A far scattare la conversazione è stata la notizia che The Massachusetts Review pubblicherà alcune poesie di Leonardo tratte da Siriana, silloge dedicata alla Siria.
Ronsecco, provincia di Vercelli. Visita alla tomba di Simonetta Ferrero, vittima del Delitto della Cattolica, avvenuto a Milano il 24 luglio 1971. Oggi, Simonetta avrebbe compiuto 80 anni.
Il 28 febbraio 1986 il primo ministro svedese Olof Palme venne ucciso a Stoccolma mentre tornava dal cinema con la moglie, senza scorta. A quarant’anni di distanza, il suo assassinio resta uno dei casi giudiziari più controversi della storia contemporanea: un’inchiesta segnata da ritardi, piste contrastanti e da una chiusura nel 2020 con l’indicazione postuma di Stig Engström, successivamente ridimensionata dalle valutazioni della procura.
Questa intervista nasce per caso, grazie a un incontro virtuale su Instagram. Un pomeriggio ho notato un like a una delle mie foto: era di Omar Di Monopoli, una delle voci più originali del noir contemporaneo Gli ho scritto subito un messaggio per chiedergli se potevo fargli qualche domanda, ed eccoci qui…
Pubblichiamo un’intervista "doppia" realizzata da Max Boschini con Silvia Amalia Di Cocco ed Enrico Pranovi, fondatori della neonata casa editrice Storie Effimere. Il loro catalogo, ricco di proposte originali, merita davvero attenzione. Buona lettura.
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Prima di morire, il filosofo inglese Mark Fisher stava lavorando a un libro interessante di cui rimane una densa introduzione incompiuta e un titolo curioso: Comunismo Acido. L’introduzione, in traduzione italiana, è reperibile all’interno della raccolta Il nostro desiderio è senza nome, edita in italiano da minimum fax. Di cosa tratta questo comunismo acido? Andando subito al punto, Fisher rilegge gli anni ’60 e ’70 da una prospettiva originale e fortemente politicizzata: l’idea che in quei decenni si sia stati sul punto concreto di realizzare una sconfitta del neoliberismo a favore di un mondo veramente libero e democratico.
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Per la pausa estiva vi proponiamo alcuni ricordi e considerazioni di Ambrose Scott, legati a Sherlock Holmes, ai viaggi e agli incontri della vita. Buone vacanze, ci sentiamo a settembre.
L’orologio sul cruscotto dell’auto mi comunica che è sabato come se già il silenzio del telefono non me lo ricordasse continuamente. Sono le 21 e ci sono 11 gradi. Ed è il 26 maggio. Nei discorsi-intorno si parla solo di quanto faccia freddo e della pioggia che non smette di cadere da due mesi. Sono appena uscito dalla lavanderia automatica con un carico di biancheria e ora torno a casa mentre il mondo si appresta a uscire per immolarsi sugli altari che le pizzerie elevano ai carboidrati. Vedo le signorine, quelle che nei discorsi-intorno vengono sempre evocate come “la mia ragazza” anche se hanno superato da tempo i 40, rabbrividire nelle mini da sabato sera, avanzare insicure su tacchi altissimi resi più perigliosi dal marciapiede viscido.
