All’interno di un contesto letterario in cui il fantastico italiano guarda in maniera sempre più servile al modello horror americano di Stephen King, fa piacere intravvedere delle falle nel sistema e rinvenire libri che abbiano il coraggio di intavolare un discorso che riallacci i fili con il fantastico italiano degli anni Settanta e che guardino al futuro reperendo nuovi approcci e nuovi modi. Quando le belve arriveranno di Alfredo Palomba è il testo che mi fa parlare in questo modo. Mi è stato suggerito da un lettore attento e valente critico letterario, Marco Malvestio, a cui ho il piacere di sottoporre amichevolmente alcune delle mie opere. E proprio la somiglianza con uno dei miei ultimi lavori, Su scala ridotta, con l’opera di Palomba ha suggerito a Malvestio l’accostamento e il consiglio. Ho dunque contattato Alfredo Palomba e l’ho invitato su Mattatoio n.5.

Ho conosciuto Amal Bouchareb all’inizio del 2022 – quasi un’altra epoca rispetto a oggi. Non vi era ancora stato il 7 ottobre, la guerra tra Russia e Ucraina era ai suoi esordi, quasi nessuno parlava di intelligenza artificiale o ChatGPT e il mondo stava faticosamente uscendo dalla più tragica pandemia degli ultimi secoli. Ci eravamo messi in contatto per la traduzione di alcune mie poesie sulla Siria; ricordo che le erano piaciute perché, come mi disse, «non erano di parte» – il che, per me, fu un autentico complimento. Il merito profondo di quell'espressione appartiene tuttavia ad Amal: già allora, nella sua duplice veste di giornalista e scrittrice, ricercava la verità storica rifuggendo da posture filistee. Una scelta, la sua, che non va confusa con il disimpegno o con una fredda neutralità; al contrario, la sua attività di intellettuale è costantemente volta a scardinare la narrazione ufficiale, per andare al fondo dei fatti e rintracciarne le cause remote. All’uscita del suo nuovo romanzo I boccioli del mandorlo (ed. Vallecchi 2026) abbiamo contattato Amal per un’intervista.

Questa intervista nasce da una chiacchierata serale tra Max Boschini e Leonardo Tonini, poeta e collaboratore di Mattatoio n.5. A far scattare la conversazione è stata la notizia che The Massachusetts Review pubblicherà alcune poesie di Leonardo tratte da Siriana, silloge dedicata alla Siria.

Il 28 febbraio 1986 il primo ministro svedese Olof Palme venne ucciso a Stoccolma mentre tornava dal cinema con la moglie, senza scorta. A quarant’anni di distanza, il suo assassinio resta uno dei casi giudiziari più controversi della storia contemporanea: un’inchiesta segnata da ritardi, piste contrastanti e da una chiusura nel 2020 con l’indicazione postuma di Stig Engström, successivamente ridimensionata dalle valutazioni della procura.

Questa intervista nasce per caso, grazie a un incontro virtuale su Instagram. Un pomeriggio ho notato un like a una delle mie foto: era di Omar Di Monopoli, una delle voci più originali del noir contemporaneo Gli ho scritto subito un messaggio per chiedergli se potevo fargli qualche domanda, ed eccoci qui… 

È un piacere avere ospite Diego Zandel, nato nel campo profughi di Servigliano, nelle Marche, da genitori fiumani, autore di Un affare balcanico, Autodafé di un esule e di molti altri testi. Oggi è qui in veste di curatore della linea editoriale della casa editrice Oltre, che ha pubblicato l'ultima edizione del romanzo Doppia morte al Governo Vecchio di Ugo Moretti.

Pubblichiamo un’intervista "doppia" realizzata da Max Boschini con Silvia Amalia Di Cocco ed Enrico Pranovi, fondatori della neonata casa editrice Storie Effimere. Il loro catalogo, ricco di proposte originali, merita davvero attenzione. Buona lettura.

Paolo Falconi è autore del saggio La bella Elvira, l’unico testo che affronti la tematica del Delitto del Corpus Domini del 1947. Ho avuto la fortuna di conoscere Paolo Falconi, giornalista esperto e saggista di grande classe, oltre che persona seria e generosa. In questa sede mi interessa capire alcuni dettagli della sua attività.

Pubblichiamo un'intervista che Max Boschini ha fatto a Massimo Gatta, esperto conoscitore dell’editoria del Novecento, direttore editoriale della casa editrice Biblohaus e autore molto prolifico, soprattutto in ambiti affini ai nostri. Ringraziamo Graphe.it per l'immagine di Massimo che abbiamo utilizzato.

In occasione del Giorno della Memoria 2023, parliamo oggi con lo scrittore Paolo Grugni. In questi giorni è stato ripubblicato un suo romanzo dal titolo Darkland. I motivi del collegamento con la ricorrenza sorta per commemorare le vittime dell'Olocausto saranno più chiari leggendo l'intervista.

Tre anni fa scrivemmo una recensione di Romanzo con cocaina, opera "firmata" da M. Ageev e tradotta nel 1984 da Lila Greco, per la casa editrice romana E/O. Approfittando della riedizione del libro, curata da Ernesto Valerio per conto di GOG, abbiamo pensato di fare qualche domanda a lui e a Vittorio Bonino, che ha letteralmente cambiato pelle al testo in italiano. 

Max Boschini ha posto qualche domanda a Federico Cenci: appassionato e studioso di letteratura popolare e di genere, ha deciso a un certo punto di pubblicarsi quei libri che tanto voleva leggere ma che non trovava da nessuna parte, fondando nel 2014 la casa editricie romana Cliquot, oggi da lui condotta assieme a Paolo Guazzo, Roberta Rega e Cristina Barone.

Incontro Alfredo Castelli in pausa pranzo, in un giorno di maggio in cui finalmente, anche a Milano, si può stare all’aperto. Una bottiglia di vino fresco, una tenera giornata primaverile, un disteso momento di otium: sono occasioni come queste a dar gusto alla vita. Parliamo di tante cose: delle ricerche matte che ci piace fare, di archivi da spulciare, del Buffalo Bill italiano e della tristezza di collezioni smembrate e vendute pezzo per pezzo; del sogno di uno spazio dedicato alla cultura popolare, dove raccogliere le nostre – e altrui – biblioteche. Infine, in pace con il mondo, accendo la sigaretta e il registratore e ripenso con un sorriso all’osservazione di una giovane amica: “Ma perché non fai come fanno tutti? Scrivi le domande e ti fai rispondere per mail!”.

Fino al 7 giugno, nel Famedio del Cimitero Monumentale di Milano, è allestita la mostra itinerante Inferno (1914-1918) di Tom Porta. Settanta opere, tra tele di grandi dimensioni e disegni, che rievocano la Prima guerra mondiale attraverso il viscerale accostamento tra scene dal taglio cinematografico e citazioni dell’Inferno dantesco. Ce la racconta lui stesso – affabulatore scanzonato all’apparenza, nella sostanza artista di spessore e mente fine – nella sua casa-studio, dove vive insieme a un pitone e a un dragone barbuto australiano, tra caschi di Iron Man e memorabilia assortiti.

Con questa intervista apriamo un nuovo filone di ricerche dedicate a chi, oggi, in vario modo, si occupa di libri che furono. Vuole essere il nostro messaggio di auguri a chi ci legge: auguri di mantenere vive la passione e la curiosità, auguri di incontrare, chissà, un mentore che faccia da guida... per Michele "Miky" Clerici è stato Ernesto Vegetti, e di questo e molto altro ci racconta in questa chiacchierata. Michele è un collezionista e anche un venditore di libri di fantascienza: l'ho conosciuto poco più di un anno fa sotto i migliori auspici, acquistando da lui H come Milano. Me l'ha portato personalmente e mi ha detto: "sono molto curioso di questo tuo acquisto...". Ho capito subito che era una persona speciale.