
Nel cuore della foresta s’innalza una costruzione che sembra uscita da un sogno surrealista o da un incubo gotico: un fantasmagorico dedalo di torri, colonne, archi slanciati, portali, ripidi camminamenti e vertiginose scalinate; un alveare di pietra che cattura lo sguardo e infiamma l’immaginazione. Il giardino scultoreo di Las Pozas1 ha evocato nella mia mente lo spettro di Gormenghast, lo stupefacente castello-labirinto di Mervyn Peake; una magnifica e inquietante presenza-assenza destinata a infestare la mente dei lettori.
Ho letto Anodos di George MacDonald tutto d'un fiato, chiedendomi in più di una occasione dove la trama potesse andare a parare, per quel gran finale che siamo solito aspettarci da un romanzo. La prima impressione, dopo aver raggiunto l’ultima pagina, è che il Anodos sia più una raccolta di esperienze fantastiche che un romanzo compiuto, nel senso classico del termine, con un inizio e una fine.
Con la recensione di Povero assassino, il primo giallo di Giuseppe Pederiali ambientato a Milano (Fratelli Fabbri Editore, 1973), abbiamo avuto il piacere di occuparci di questo autore emiliano. Per questa nuova recensione rimaniamo in zona, spostandoci solo “di lato” con Le città del diluvio, la cui trama si dipana tra il capoluogo meneghino e il delta del fiume Po.
Vonda McIntyre è una scrittrice americana e genetista. Salì potentemente alla ribalta nel 1973 quando la sua opera breve Of Mist, Grass and Sand vinse il Premio Nebula, nella categoria Novelette. Questo racconto lo utilizzò in seguito come capitolo iniziale di DreamSnake, Il Serpente dell’Oblio, nell’edizione italiana.