Leonardo Tonini

Leonardo Tonini

Poeta e editore, ha scritto di Ungaretti, Deleuze, Pinter, Spinoza, Sloterdijk e altri. Ha pubblicato raccolte di racconti e poesie. Ha una passione per la Storia moderna e collabora a progetti internazionali. Nel 2015 ha vinto il premio Virgilio Masciadri (Aarau, CH) per la promozione culturale.

Ho conosciuto Maurizio Cometto in occasione dell’edizione 2024 del festival Stranimondi presentatomi da Giovanna Repetto. Cometto aveva da poco inaugurato una nuova collana per l'editore Delos Digital dedicata al cosiddetto Realismo Magico. Ricordo che, durante la presentazione della linea editoriale, egli stesso si interrogava sulle declinazioni contemporanee di tale formula, precisando come il progetto fosse nato per accogliere quelle declinazioni del fantastico non ascrivibili a categorie esplicite o codificate come il weird, la sci-fi o il fantasy tout court. In quel contesto, l'autore mi aveva fatto dono del suo romanzo Le leggi dell'ordine etico, primo tassello della trilogia distopica di cui si discute in questa sede. Oggi, a seguito della pubblicazione del secondo volume, L'ombra della stella cometa, è giunto il momento di dialogare con lui.

Ho conosciuto Amal Bouchareb all’inizio del 2022 – quasi un’altra epoca rispetto a oggi. Non vi era ancora stato il 7 ottobre, la guerra tra Russia e Ucraina era ai suoi esordi, quasi nessuno parlava di intelligenza artificiale o ChatGPT e il mondo stava faticosamente uscendo dalla più tragica pandemia degli ultimi secoli. Ci eravamo messi in contatto per la traduzione di alcune mie poesie sulla Siria; ricordo che le erano piaciute perché, come mi disse, «non erano di parte» – il che, per me, fu un autentico complimento. Il merito profondo di quell'espressione appartiene tuttavia ad Amal: già allora, nella sua duplice veste di giornalista e scrittrice, ricercava la verità storica rifuggendo da posture filistee. Una scelta, la sua, che non va confusa con il disimpegno o con una fredda neutralità; al contrario, la sua attività di intellettuale è costantemente volta a scardinare la narrazione ufficiale, per andare al fondo dei fatti e rintracciarne le cause remote. All’uscita del suo nuovo romanzo I boccioli del mandorlo (ed. Vallecchi 2026) abbiamo contattato Amal per un’intervista.

Il 28 febbraio 1986 il primo ministro svedese Olof Palme venne ucciso a Stoccolma mentre tornava dal cinema con la moglie, senza scorta. A quarant’anni di distanza, il suo assassinio resta uno dei casi giudiziari più controversi della storia contemporanea: un’inchiesta segnata da ritardi, piste contrastanti e da una chiusura nel 2020 con l’indicazione postuma di Stig Engström, successivamente ridimensionata dalle valutazioni della procura.

Ho affrontato con grande godimento Queer di William S. Burroughs, il che mi ha sorpreso perché Burroughs non mi è mai piaciuto come scrittore. Avevo letto il Pasto nudo dopo la visione del film di Cronenberg, del 1991, ma l'avevo trovato insostenibile. Non per la difficoltà della prosa, pure non agevole, ma per la noia. Avevo, e ho, un certo pregiudizio sulla letteratura "drogata", cioè di scrittori tossicodipendenti. Dopo un po' questi romanzi si somigliano tutti: parlano solo di droga, sono autoreferenziali, ci sono sempre storie marce, c'è sempre critica alla società senza una proposta. Insomma, avete capito. Il Pasto nudo aveva in più che era una accozzaglia di tanti stralci messi insieme alla rinfusa, volutamente, certo, ma mi dava l'idea di una cosa un po' troppo voluta. Finii con l'amare Cronenberg e dimenticare Burroughs.

Se vi piacciono gli autori sconosciuti e misteriosi, non potete perdervi il siciliano Angelo Fiore, il più celebre autore sconosciuto del Novecento. Può un autore essere famoso e ignoto allo stesso tempo? Sembra di sì con il nostro strano personaggio, capace di vincere premi prestigiosi, di avere lodi dalla critica più importante, firmare contratti con grandi editori, ed essere introvabile in libreria e affatto sconosciuto. Vediamo come si svolsero i fatti.

Ho saputo dell’esistenza del libro di Matthew Phipps Shiel, La nube purpurea, da un articolo di Giorgio Manganelli. L’autore di Centuria, solitamente piuttosto distaccato nei giudizi (o snob, ma poteva permetterselo) si lanciava in uno spericolato encomio definendo capolavoro il romanzo dello sconosciuto (a me almeno) scrittore inglese e trovando ingiusto che fosse tanto dimenticato in Italia come in patria.

Mi è d’abitudine comprare un libro per il viaggio. Entro in una libreria e esco col volume che leggerò. Così ho fatto a Parma poiché con mio figlio, partiti da Calvisano, eravamo diretti a L’Aquila procedendo per tappe, su treni regionali. La libreria era quella dell’amico Ernesto, Piccoli Labirinti, verso piazzale Santa Croce per intenderci. Per farla breve, come altre volte mi è capitato, il volume che ancora non conoscevo e che cercavo era lì che mi guardava: Comisso, Gadda, Bacchelli. Con soprattitolo: Scrittori italiani in viaggio attraverso l’Italia, editore a me sconosciuto “dalla costa” in minuscolo. Al banco, l’amico libraio mi avvisa: “Una bella casa editrice, con dei bei titoli, peccato che sia fallita quasi subito.” In treno leggo e ora che finisco tutte le tappe, una settimana di viaggio, l’ho belle che finito. Un saggio sui racconti di viaggio di questi tre autori, ben scritto, approfondito ma sobriamente, avvincente persino. Tre autori, Giovanni Comisso, Carlo Emilio Gadda e Riccardo Bacchelli. Un veneto, un milanese e un bolognese.

L’anno nudo è un grande romanzo sovietico, anzi è il romanzo dei soviet, della rivoluzione nel suo deflagrare più intenso, all’acme del suo delirio, la catarsi che voleva portarsi via tutto il vecchio in modo quanto mai drammatico e allo stesso tempo creativo.