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Sopralluogo sul sepolcro di Simonetta Ferrero

Ronsecco, provincia di Vercelli. Visita alla tomba di Simonetta Ferrero, vittima del Delitto della Cattolica, avvenuto a Milano il 24 luglio 1971. Oggi, Simonetta avrebbe compiuto 80 anni.

La strada è vecchia e schiacciata nel grande silenzio di questo pomeriggio. Per raggiungere quel silenzio, una via stretta nelle risaie. Ci passa solo un'automobile alla volta. Guido voltando le spalle al mondo e ai suoi padroni. Avrei voluto licenziarmi oggi, per venire qui senza pensieri. Stiamo andando a Ronsecco, un borgo del vercellese dove, abbiamo scoperto di recente, riposa il corpo di Simonetta Ferrero, la ragazza uccisa alla Cattolica di Milano. In pieni anni di contestazione, striscioni, megafoni e pugni alzati contro i padroni, Simonetta perde la vita nei bagni dell’Università del Sacro Cuore fondata da Agostino Gemelli; è mattino quando il suo corpo viene ritrovato massacrato in uno dei bagni femminili. La giovane è adagiata a terra, in un lago di sangue, uccisa da una serie impressionante di coltellate alla gola, alla schiena e sull’addome. Simonetta, dopo la laurea in Scienze politiche, lavorava come il padre alla Montedison di Eugenio Cefis. Una ragazza meticolosa, precisa, affidabile, che si prestava all’attività di volontariato presso la Croce Rossa. La sua non sarà l’unica morte violenta e senza colpevole di quegli anni. La famiglia da parte di madre doveva essere originaria del vercellese, tanto che le spoglie della giovane sono state tumulate a pochi chilometri da dove noi viviamo da sempre. Dalla piana che si stende attorno al cimitero è possibile vedere con un solo colpo d’occhio la cupola semisepolta dal Bosco della Partecipanza di Madonna delle Vigne, così come le torri di Leri, presso il borgo disciolto di Leri Cavour. Un velo giallo ricamato di polvere si posa sul parabrezza, mentre guido tra gli strapiombi ai margini del cemento e i fanghi screpolati dei campi. Il cimitero di Ronsecco pare un santuario liberty di un bianco ardente.

Cimitero di Ronsecco Cimitero di Ronsecco

Non ci sono fiori finti, qui. Il tuo martirio è evaporato. Nessuno è venuto a sfregiare la tua fotografia con il buio del muschio.

Sepolcro di Simonetta Ferrero

Sulla tua lingua dorme la moneta, fiorisci destinata a simbolo dell’immaginario degli anni Settanta.

Rosario di reliquie, chiese di nebbia, ombra che attraversa gli schermi.

Sepolcro di Simonetta Ferrero

Ti cammina sopra la tua ombra, nei crepuscoli ciclici, sola, in un perpetuo passato: ogni trauma vive fino a salvezza.

Tomba di Simonetta Ferrero

Usciti dal cimitero, mi pento di non aver sfiorato i rampicanti, che sono effimere esistenze che divorano altra vita, le credenze delle larve.

 Cenotafi metafisici sono i ventri delle notti, spoglie di ragazze disciolte stanno scalze sulle soglie delle camere, nella mano una candela.

Cimitero di Ronsecco, provincia di Vercelli

Siamo sul prato della Chiesa oltre il cimitero. Le nuvole alte. Madonna delle Vigne, Leri Cavour e Lucedio all'orizzonte.

 Mentre camminiamo nelle ombre che si compongono, mi chiedi: secondo te lui è mai venuto qui, a trovarla?

Cimitero di Ronsecco Cimitero di Ronsecco  

Vedo due figure scendere dalla mia auto. Quello alla guida mi volta le spalle, l’altro ha lo sguardo fisso sull’ingresso. Sorride e dice qualcosa che non riesco a sentire. Lo vedo girarsi verso il guidatore e riconosco i tratti di Daniele. Sicuramente staranno parlando di Simonetta, saranno eccitati all’idea di essere finalmente arrivati fin qui. Un pezzo del thriller degli anni ’70 riposa qui. Poi anche il guidatore si gira per entrare e mi riconosco. Il mio sosia e quello del mio amico spariscono dentro il cimitero. Aspetto. Poi apro l’auto e guido fino a casa.

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