Daniele Vacchino e Davide Rosso

Daniele Vacchino e Davide Rosso

Correvano gli anni zero e del thriller italiano cinematografico - codificato negli anni ’70 da Dario Argento e un manipolo di altri visionari - restava poco o nulla. Anni di antipolitica e nuovi partiti di massa: la Lega di Bossi, il Movimento 5 stelle di Grillo, Alleanza Nazionale di Fini, l’Italia dei valori di Di Pietro, l’Udc di Casini, il Pd di Veltroni, Forza Italia di Berlusconi. Anni di economia sempre più globalizzata. Nuove guerre. Ancora. Il Kosovo, le Torri Gemelle, la guerra in Iraq, la mattanza di Genova, il declino economico di un Paese che subisce la concorrenza di Paesi emergenti in grado di fornire prodotti di massa con un costo del lavoro di molto inferiore.

Ronsecco, provincia di Vercelli. Visita alla tomba di Simonetta Ferrero, vittima del Delitto della Cattolica, avvenuto a Milano il 24 luglio 1971. Oggi, Simonetta avrebbe compiuto 80 anni.

Il comico e il tragico: due differenti modi di guardare al mondo contemporaneo. Erano questo per il mondo antico: la Grecia classica, e nello specifico Atene, codificava generi differenti, ma entrambi incaricati di offrire al pubblico una riflessione sulla società del tempo, sulle condizioni umane, sulla salute dell'economia (che allora non era qualcosa di completamente avulso dal contesto sociale come lo è diventato oggi), dello Stato in tempo di guerra e di pace.

Sono trascorsi diversi anni da quando uscì il volume edito da Hypnos Edizioni su Sergio Bissoli Il paese stregato. Correva l’anno 2012, la crisi economica aveva lasciato dietro di sé cocci (e fantasmi) che non si sarebbero più ricomposti: Berlusconi aveva intrapreso la propria dissoluzione funebre, Monti stava risanando ferocemente le casse dello Stato sulla pelle delle generazioni più giovani, la lega di Bossi si avvitava su se stessa in vista di una nuova rinascita, la sinistra era frantumata tra le utopie di Vendola e il riformismo discreto di Bersani.