Compendiare l’attività letteraria e la complessa evoluzione stilistica di Maurizio Cometto - che Valerio Evangelisti non esitò a definire «l'autore italiano di narrativa fantastica che preferisco» - risulterebbe un esercizio riduttivo ed estremamente articolato. Per questa ragione, ritengo più fecondo cedere direttamente la parola all'autore attraverso le domande che seguono.
Leonardo: Per chi non ti conosce: chi è Maurizio Cometto e come sei arrivato alla scrittura? E in particolare come sei arrivato alla scrittura di questo nuovo romanzo?
Maurizio: Alla prima domanda è difficilissimo rispondere in due righe. Sono un ingegnere che non può vivere senza la scrittura, cioè senza creare altri mondi e viverli. Sono arrivato alla scrittura partendo dalla lettura, come penso molti di noi; nell’adolescenza divoravo libri e fumetti un po’ di tutti i tipi. Alla scrittura de L’ombra della stella cometa, invece, sono arrivato dopo aver terminato Le leggi dell’ordine etico. Mi sono reso conto che sarebbe stato interessante avere il punto di vista di chi stava “dall’altra parte della Muraglia”.
Leonardo: Avevo letto il libro precedente a questo Le leggi dell'ordine etico e io mi aspettavo un proseguo della storia in senso classico, invece mi sono ritrovato spiazzato all'inizio perché nel nuovo romanzo sono passati decenni. Nel primo volume la narrazione è claustrofobica, vissuta dall'interno di una "Grande Italia" autocratica e isolata. Nel secondo, la prospettiva si ribalta: guardiamo l'Italia dall'esterno come una terra fantasma avvolta nella nebbia. Cosa ti ha spinto a compiere questo radicale salto temporale e geografico tra i due romanzi?
Maurizio: Come dicevo prima, mi interessava il punto di vista di chi stava (starà) fuori dall’Italia. E avevo in mente di descrivere un mondo (un’atmosfera) “opposti” rispetto a quelli che si respiravano nel primo romanzo. Un ambiente più libero, aperto, vasto e vivibile. Il salto temporale si è reso necessario quando, in fase di progettazione del libro, ho pensato a come si potesse legare questo ambiente all’Italia; da qui è nata l’idea dei “figli della Dispersione”, che sono una sorta di “microcosmo” italiano che vive (sopravvive) nel vasto mondo libero (almeno in apparenza).
Leonardo: i tuoi romanzi partono sempre da una domanda filosofica e hanno un occhio attento alla lettura della nostra società attuale, come ogni buon romanzo di fantascienza, in fondo. Se nel primo libro l'Empathy è una tecnologia sovversiva e clandestina usata per recuperare memorie personali, nel secondo lo sharing è diventato un'istituzione globale regolamentata, ma anche una piaga neuro-digitale (la PeSOS). Come è cambiato il concetto di "condivisione della memoria" nella tua visione tra le due opere?
Maurizio: Nel primo romanzo, la “condivisione della memoria” è in realtà un’illusione di libertà, perché è controllata e usata di un potere sovrastante; nel secondo, sembra molto più libera e “frammentaria”, legata all’esperienza personale di ognuno, ma diviene presto una schiavitù con delle conseguenze di tipo patologico (la PeSOS). In ambedue i casi, l’idea era (anche) quella di mettere in scena, portandola a delle estreme conseguenze (invasive in un modo quasi neurologico), la schiavitù di oggi dalla connessione e dallo scrolling, in particolare legata ai social network.
Leonardo: Il primo romanzo si chiude con Davide Rebagliati rinchiuso in un centro di rieducazione dove scopre che la sua ribellione (Fossbergher/Braccetti) era orchestrata dal potere. Nel nuovo romanzo l'Italia è una Wasteland, un luogo irraggiungibile avvolto da una nebbia radioattiva. Come sono collegate le due cose? Perché sei passato dal non poter fuggire dall'Italia al non poterla raggiungere? Qual è il legame tra l'esperimento di manipolazione della memoria e il cataclisma fisico della "Dispersione"? Perché hai deciso di ribaltare la funzione del confine, passando da una Muraglia che impediva ai cittadini di fuggire a una nebbia radioattiva che oggi impedisce al resto del mondo di capire cosa sia rimasto dell'Italia?
Maurizio: L’idea del secondo romanzo è quella di un ribaltamento del punto di vista, e nello stesso tempo di conservare una medesima condizione: l’inconoscibilità di ciò che sta oltre la Muraglia. Nel primo romanzo è il mondo fuori dall’Italia, nel secondo è, per forza di cose, l’Italia stessa. In un certo senso, entrambi i libri mettono in scena una barriera e il mistero che essa cela. Lo iato temporale tra i due romanzi, poi, sottintende un mistero: che cosa è avvenuto, nel frattempo, nell’ex Belpaese? E’ ciò che verrà svelato nel terzo e conclusivo capitolo del ciclo.
Leonardo: Nel primo volume Davide viene rieducato e quindi perde la sua personalità. Nel secondo la faccenda è radicalizzata, sembra esserci una definitiva sconfitta dell'individuo di fronte allo Stato/Sistema. Si parla di server umani e di una fusione con questa ambigua Stella cometa. Possiamo leggere una critica a certe spinte che vediamo nella società contemporanea? Che cosa ci vuoi dire con queste metafore?
Maurizio: Entrambi i romanzi, in effetti, e come ho già detto prima, sono una critica (o forse meglio dire: una denuncia) della nostra dipendenza dal “virtuale” (per virtuale intendo tutto ciò che “gira” su internet e arriva a quelle appendici dei nostri corpi che sono ormai diventati Smartphone e affini). Il “virtuale” è riconducibile in ultima analisi a informazione, o pseudo-informazione, per i nostri sensi; ma agisce in modo parziale solo su due di essi: vista e udito, creando una sorta di realtà alternativa che sta solo nel nostro cervello, non ha fisicità, e attraverso meccanismi come lo scrolling crea dipendenza e compulsività. Se ci pensi, è un meccanismo simile al delirio allucinatorio, ed è dunque una grandissima distorsione cognitiva in cui tutto il mondo è immerso. Tramite tutto questo, ovviamente, il potere ha ancora maggior facilità a manipolare le nostre idee e le nostre tendenze, in modo sempre più pervasivo e (ai più) impercettibile. La Stella Cometa, per certi versi, è una sorta di simbolo di quel potere (anche religioso), un’illusione che ci guida su una strada che sembra mistica e personale, ma che in realtà è solo conveniente a esso stesso.
Leonardo: Non sveliamo altro su questo romanzo e sulla trilogia, e restiamo in attesa del terzo volume per completare l'opera. Ti chiedo però: in una società che cambia a questa velocità, il romanzo non è troppo lento per cercare di essere una chiave di lettura del presente? Una cosa che mi sembra significativa è il cambiamento dei nomi di persone e cose all'interno dello stesso universo narrativo, dal primo al secondo capitolo della vicenda. Come se anche tu sentissi l'esigenza di aggiornare quanto avevi scritto ai tempi di Le leggi dell'Ordine Etico. E' così?
Maurizio: In una società che si muove sempre più veloce, ma in orizzontale, il romanzo, che è lento e però scava dentro di noi, dentro le coscienze, si prende il tempo per capire, è secondo me sempre più necessario. Bisogna lottare contro questa tendenza, e per questo, mi viene da dire, sempre più dobbiamo leggere. Ma la velocità e l’orizzontalità pervadono anche il mondo della scrittura: uso di AI in modo non corretto, promesse di scritture e pubblicazioni facili e veloci, un mercato sempre più affollato in cui è difficile orientarsi… Bisogna combattere tutto questo, e si può farlo solo ritrovando la lentezza, il piacere di leggere con calma, assaporando ogni parola, gustando la profondità della parola scritta. Riguardo ai nomi, in realtà i due romanzi sono ambientati in due mondi differenti e a distanza di anni, per cui è normale che i nomi usati per cose simili siano differenti.
Leonardo: concludiamo con una domanda su di te. Scrittore ma anche curatore di una collana. Ci puoi dire qualcosa di questa collana che curi? Che cosa cerchi nei manoscritti che ti arrivano, che cosa devono contenere e cosa non dovrebbero?
Maurizio: La collana Frattali di Delos Digital, che curo, offre spazio a quei lavori di fantastico “inclassificabile” che non riescono a trovare spazio altrove. Opere, cioè, che nell’ambito dell’immaginario fantastico (già poco considerato di suo in Italia, purtroppo), non sono facilmente riconducibili a un genere predefinito (es. fantasy, horror, fantascienza…). Una sorta di nicchia nella nicchia, insomma. L’attenzione è posta sull’originalità delle idee e sulla qualità della scrittura. Devono essere capaci di sorprendere e, se possibile, di dire qualcosa di nuovo, o comunque di originale. E’ sorprendente come quasi tutti gli scrittori che possano dirsi tali abbiano, nel cassetto, opere di questo tipo, a cui sono affezionati ma per cui non sono riusciti a trovare uno spazio. Ed è ancor più sorprendente come queste opere rappresentino spesso il meglio dell’autore, e qualcosa di più intimo e personale rispetto agli altri libri che hanno già pubblicato.
Maurizio Cometto è nato a Cuneo nel 1971 e vive a Torino. Tra i suoi libri pubblicati: la raccolta di racconti “Magniverne” (Edizioni Il Foglio, 2018), il ciclo di cinque romanzi “Il libro delle anime” (Delos Digital, collana Odissea Fantasy, usciti tra il 2021 e il 2022), la raccolta di racconti “Cambio di stagione” (Edizioni Il Foglio, 2011, e poi Delos Digital, 2023), e i romanzi distopici “Le leggi dell’ordine etico” (Delos Digital, 2024) e “L’ombra della stella cometa” (Delos Digital, 2025). Dal 2023 è curatore, sempre per Delos Digital, della collana “Frattali”, dedicata al realismo magico e al fantastico senza etichette.
