Fantastico

Domingo il favoloso, di Giovanni Arpino

La cover del libro La cover del libro

Confesso, avrei voluto recensire Le venti giornate di Torino di Giorgio De Maria in tempi non sospetti, nell’edizione del 1977 de Il Formichiere, per potermi fare bello su queste pagine. Poco male, ci ha pensato Frassinelli a ridare il giusto slancio al libro, facendoci conoscere uno scrittore non solo interessante, ma di quelli che piacciono a noi: misterioso, dimenticato, per certi versi di culto. Spinto dal desiderio di saperne di più, ho assistito all’evento numero tredici (un caso?) del Festivaletteratura di Mantova, dal titolo La stella nera di Giorgio De Maria. I due relatori, Cora De Maria e Luca Scarlini, non solo hanno rievocato i fantasmi e i tormenti di un genio tornato a interrogarci dall'Aldilà con le sue allucinazioni, ma hanno fornito agli astanti anche alcune suggestioni letterarie, per approfondire il tema di Torino come città magica, ma anche diabolica e metafisica. Tra i titoli emersi, Minuetto all’inferno di Elémire Zolla, L'ultima notte di Furio Jesi, La coda della cometa di Italo Cremona e infine Domingo il favoloso di Giovanni Arpino. È triste constatare come si tratti ormai di autori non più di moda, pur essendo stati un tempo scrittori “di peso” nel panorama editoriale del nostro paese.

Sono quindi grato a Giorgio De Maria perché tramite la sua “scia” ho potuto scoprire Giovanni Arpino, tra i più talentuosi e prolifici scrittori del Novecento italiano, di cui oggi si fatica quasi a ricordare il nome, nonostante all’epoca vendesse anche centinaia di migliaia di copie con i suoi libri. Come avrete ormai capito, tra questi troviamo la storia di Domingo il favoloso, ispirata ai romanzi d’appendice e uscita prima a puntate su La Domenica del Corriere tra il dicembre 1973 e il marzo 1974 con il nome di Correva l’anno felice e poi pubblicata nel 1975 da Einaudi nella collana Narratori. Oggi questa edizione si trova oggi a pochi, pochissimi euro, non in libreria ma in qualsiasi mercatino delle pulci, di solito in quelle cassette dove finiscono i libri che non cerca e non vuole più nessuno. Tra le altre cose, il passaggio dalla versione a puntate a quella targata Einaudi, ha reso la storia più povera, visto che non sono stati utilizzati gli originali acquerelli realizzati per La Domenica del Corriere da Italo Cremona, pittore e scrittore con forti tendenze surrealiste. Sembra quasi che la casa editrice di Torino abbia voluto risparmiare il più possibile, sensazione acuita dal fatto che manca l’indice e la copertina è stampata su un cartoncino che non ha nulla di nobile. Poco male, alla fine ciò che importa è la storia e quella che vede coinvolto Domingo, sulle strade di una Torino sulfurea, agli inizi degli anni Settanta, la si divora avidamente, pagina dopo pagina. Domingo è favoloso e la sua storia si dipana tra il fantastico e il fiabesco, o forse è l’esatto contrario, con la favola che si trasforma in tragedia. Giovanni Arpino ha scritto un libro dai confini labili, dove i protagonisti sono contemporaneamente a cavallo del bianco e del nero...

Domingo è un fuoriclasse dell'imbroglio e del gioco d’azzardo, un imbonitore capace di ogni cosa, una sorta di picaresco eroe abile a muoversi tra bar, sale da gioco e locali notturni. Ha circa quarant’anni, pochi amici e un amore, chiamato Angela, che non sfocia mai in nulla, anche e soprattutto per colpa sua. Col passare del tempo, Domingo si fa via via più apatico, indeciso, incapace a vedersi da grande: cosa riserverà il futuro? La risposta gliela forniscono un paio di zingare, di quelle che leggono la mano al Luna Park: lui è il male, un pericolo, un buco nero per tutti i gitani d’Europa, è necessario farlo fuori. Nel buco nero finisce anche Domingo, la cui esistenza cambia radicalmente: incontra l’irrazionale, ciò che non si può spiegare, che magari si ha dentro e che le parole non riescono a descrivere. Forse è magia, magari semplice superstizione, resta il fatto che Domingo si carica sulle spalle ciò che il fato gli ha messo davanti e che risponde al nome di Arianna.

Ragazzina minuta, intravista nell’accampamento degli zingari e affetta da una grave malattia cardiovascolare, Arianna viene letteralmente offerta sottobanco, da un traditore, a Domingo, che se ne sente attratto in maniera ineluttabile, come se tutto questo fosse la cosa più naturale del mondo. I due sono legati a filo doppio tra loro, inutile cercare di cambiare ciò che il destino ha unito. Domingo la nasconde in casa sua, cerca di curarla in tutti i modi, incapace di accettare ciò che la malattia ha reso solo questione di tempo: Arianna è destinata a perire quanto prima. Dopo un'ultima giornata passata assieme tra le vie di Torino, Domingo capisce che è giunto il momento di riconsegnarla alla sua gente, anche se al momento del comiato Arianna gli propone una sorta di patto di sangue, incidendogli il torace e il palmo della mano con la lama di un coltello.

Arrianna muore e Domingo diventa un altro, la sua personalità muta, si trasfigura, virando decisamente verso il nero e portandolo a compiere atti maligni ed apparentemente inspiegabili. Domingo non è più fantastico, ormai è un fantasma: ha perso peso, compare e scompare quando vuole, sembra ringiovanito di cinque anni e decide di dare sfoggio della sua degenerazione dando fuoco ad un palazzo storico nel centro di Torino, come sorta di atto di purificazione dell'intera città. Il finale è una sorta di inno all'amore, un messaggio di speranza che rende giustizia al picaresco protagonista e che è del tutto superfluo raccontarvi: Domingo è favoloso, questo è sicuro!

Domingo il favoloso è il secondo volume della "trilogia fantastica" di Giovanni Arpino, cominciata nel 1972 con Randagio è l’eroe  e terminata nel 1976 con Il primo quarto di luna. Inutile dire che al primo mercatino utile proverò a cercarli, così come varrebbe la pena approfondire e magari scrivere qualcosa sulla vita di Italo Cremona...

Scheda del libro:

  • Titolo: Domingo il favoloso
  • Collana: Narratori
  • Autore: Giovanni Arpino
  • Pagine: 190
  • Editore: Einaudi
  • Anno: 1975
  • Anobii: scheda del libro

Libri per genere

Questo sito usa cookie di analytics per raccogliere dati in forma aggregata e cookie di terze parti per migliorare l'esperienza utente (bottoni social). Puoi accettarli o declinarne l'utilizzo.
Voglio approfondire Accetto e procedo! Non accetto e declino