Attualità

Silvio Coppola e i Franchi Narratori

Mercoledì, 26 Ottobre 2016

Dopo Mario Dagrada, è la volta di Silvio Coppola e le “sue” copertine per Feltrinelli, in particolare quelle realizzate per la collana Franchi Narratori, edita dal 1970 al 1983. Siamo negli gli anni "caldi" dell’impegno ideologico e politico della casa editrice milanese, anni che vedono nascere libri talvolta inconsueti, lontani dai cliché usuali della narrativa di genere.

Sulla scia di esempi internazionali come i tascabili dell’inglese Penguin, che affidò un decennio prima la direzione artistica all'italiano Germano Facetti, anche nel nostro paese la "forma" libro arriva ad innovarsi, a mutare pelle, diventando finalmente un “oggetto” moderno. Le copertine perdono la loro neutralità visiva a favore di una più forte caratterizzazione, necessaria non solo a rendere più riconoscibile la collana di appartenenza, ma anche volta a fornire al lettore un assaggio dei contenuti del libro1, un invito ad entrarci dentro, quasi ad anticiparne le parole.

Nell’ottobre del 1970 la collana Franchi Narratori si presenta al pubblico italiano: i curatori sono Nanni Balestrini, responsabile della redazione romana della casa editrice, e Aldo Tagliaferri, che si occupava della narrativa. L’intento è chiaro: diventare una piccola molotov lanciata nel mucchio da mano ignota, per far vedere che la realtà non era quello che sembrava2. La collana raccoglie quei testi “irregolari” rispetto ai parametri sia della letteratura pura sia del semplice documentarismo, in cui si narrano  esperienze direttamente vissute dagli autori e che rappresentano “spaccati” di problematiche profondamente vincolate alla realtà storico-sociale della situazione culturale di quei tempi3. Con il proprio lavoro e le proprie intuizioni, Silvio Coppola contribuisce a far emergere questa diversità di fondo, rendendo le copertine un manifesto d’intenti: i toni sovraccarichi, un biglietto da visita maleducato, per urlare ai lettori la verità, l’eccesso, la drammaticità e l’anticonformismo delle storie narrate4.Per farlo si affida al montaggio e all’immagine fotografica, manipolata e talvolta ripetuta, girata ed elaborata, ricercando e ottenendo una capacità di evocazione più immediata e forte. Vi è un uso quasi costante di immagini in bianco e nero, a volte macchiate di rosso, dove la citazione alla grafica di El Lissitzky e a quella del Bauhaus appare esplicita5.


Una delle copertine della collana Franchi Narratori progetatta da Silvio Coppola.

Nascono copertine dal forte impatto visivo, talvolta violento6, come violento e forte era il contenuto dei libri sui quali esse sarebbero comparse, per aiutare il lettore a prefigurare ciò che sarebbe poi andato a leggere7. Anche il titolo della collana diventa parte integrante del progetto, con dimensioni di tutto rispetto, che superano quelle del titolo dell'opera e del nome dell’autore stesso, a voler significare che il dato più importante era proprio l’appartenenza del testo a quella collana. Anche il suo posizionamento nella pagina non ha precedenti: il nome della collana correva infatti ai piedi di ogni copertina, sulla bianca, sulla volta, e perfino sui risvolti interni8. Tutto questo ha un peso, non solo visivo: l'immagine, il lettering, i colori e le dimensioni degli elementi dovevano far emergere la fiera appartenenza ad una collana diversa dal solito, lontana dal "resto del mondo", smarcandosi e dichiarandosi orgogliosamente "altra". Ogni autore, al di là della storia che racconta, della sua provenienza, dello stile e della lingua, è prima di tutto un franco narratore, un testimone privilegiato di una materia significativa, di una storia esemplare, che viene restituita al lettore senza filtri9.

Storie esemplari, dicevamo, che Coppola trova il modo di far emergere fin da subito con una nuova ed originale innovazione, un unicum che amalgama quanto descritto fino ad ora: un polittico di immagini e parole che si sviluppa dalla copertina e si estende alla quarta e alle bandelle, dove la scritta Franchi Narratori non si interrompe mai, legando i singoli fotogrammi tra loro. Il risultato finale è un "oggetto" che travalica il libro come semplice somma di pagine da sfogliare e da leggere, si trasforma, mostrandosi e non semplicemente svelandosi.

Oblique, agenzia di servizi editoriali, ha reso disponibile sul proprio sito, in formato pdf, Quando la penna esplode di vita, un breve e puntuale saggio sulla collana Feltrinelli Franchi Narratori scritto da Flavia Vadrucci, che vi invitiamo a consultare per i dovuti approfondimenti.

Come per Dagrada, esiste un Fondo Silvio Coppola. La documentazione è composta fondamentalmente da tre diversi nuclei: manifesti per vari committenti; fotografie di vario formato (in particolare si tratta di ritratti di Coppola e di immagini d’ambiente di oggetti progettati dallo stesso, alcune delle quali firmate da Aldo Ballo); libri che testimoniano la produzione editoriale di Coppola per Feltrinelli.

  1. Grafica Italiana dal 1945 a oggi, Di Carlo Vinti, Gunti editore. Pag 28.
  2. La collana Franchi Narratori − Feltrinelli 1970-1983. A cura di Flavia Vadrucci. Oblique Studio.
  3. Ibidem.
  4. Ibidem.
  5. Giangiacomo Feltrinelli e la comunicazione visiva, di Fabio Biolcati.
  6. Ibidem.
  7. Ibidem.
  8. Silvio Coppola e la corporate identity, di Maria Luisa Ghianda
  9. La collana Franchi Narratori − Feltrinelli 1970-1983. A cura di Flavia Vadrucci. Oblique Studio.

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