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Dopo aver letto Mi troverai nel fuoco di Robert Lowry, ho preso in mano un altro libro targato Mondadori. I due differiscono soltanto per il colore della copertina: verde il primo, arancione il secondo. I più attenti avranno già capito che sto parlando de La Medusa degli italiani. Nata nel 1947 come primo atto della «campagna per la letteratura italiana», aveva l’obiettivo di radunare attorno alla casa editrice milanese alcuni dei più promettenti autori del nostro paese. Tra questi figura anche Nino Palumbo, nato a Trani nel 1921 e morto a Genova nel 1983. Pubblicò due romanzi in questa collana: Impiegato d’imposte (1957) e Il Giornale (1958). Entrambi hanno come protagonista un impiegato, in una città che potrebbe essere la Milano del boom economico, anche se non viene mai nominata.

Ho acquistato questo interessante libro dopo un incontro fortuito al Festival della Letteratura di Mantova. Tra una presentazione e l'altra, nel vortice delle tante parole al vento tipiche di quei giorni, mi ha colpito il consiglio di Ernesto Valerio di readerforblind: "Leggi Mi troverai nel fuoco di Robert Lowry, è come un pugno nello stomaco".

Ho sempre apprezzato Georges Simenon, uno di quegli autori che più o meno tutti hanno letto almeno una volta nel corso della propria vita. I romanzi che vedono protagonista il Commissario Maigret non solo sono moltissimi, ma si trovano in giro con altrettanta facilità, acquistabili anche per pochi spiccioli. È difficile immaginare che ci possa essere un titolo dell’autore belga, che possa fare al caso nostro, eppure Il trasloco è proprio tra questi: dimenticato e difficile da reperire, ma anche un poco sopra le righe. Mi piace pensarlo "diverso", e non solo per i contenuti. Ma facciamo un passo alla volta. 

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