Risultati della ricerca per: vampiro
Killing e l’Italia nera (prima) di Piazza Fontana - Parte I
Il dossier della rivista Nocturno dell’ottobre 2013, dedicato ai fumetti neri italiani, era curato da Giuseppe Lippi, con un importante contributo di Stefano Di Marino, oggi entrambi purtroppo scomparsi. Se nel suo articolo Di Marino paragonava i vari personaggi dei fumetti tascabili a un equivalente in negativo degli agenti segreti che imperversavano sugli schermi e nei fumetti di allora, Lippi, nel ricostruirne la geografia morbosa, arrivava a collegare quel magma oscuro di malavitosi e cattivi in calzamaglia con la violenza che era già nell’aria e sarebbe dilagata dopo la bomba di Piazza Fontana, nel dicembre del ’69, non a caso in coincidenza con la chiusura di Killing, storica testata di fotoromanzi neri ed erotici. Ed è proprio di Killing che vorrei tornare ad occuparmi.
Michelle, una notte, di Jacques Sternberg
Mi capita spesso di acquistare libri, pensando possano diventare una lettura interessante di cui parlare anche sulle pagine di questo sito. È il caso di Michelle, una notte di Jacques Sternberg, trovato su una bancarella a un mercatino domenicale. Lo dico perché le poche recensioni disponibili in rete non lo premiano per nulla. Diciamo che posso essere anche parzialmente d'accordo, ma non del tutto: c'è qualcosa in questo libro che vale la pena raccontare.
Nuda per Satana: pornografia, orrore e femminismo negli anni ‘70 di Zora la vampira
In questi ultimi anni sono usciti studi documentatissimi sui prodotti editoriali degli anni ’60 e ’70. In particolare studiosi e collezionisti come Luca Mencaroni e Davide Barzi hanno gettato luce sui sexy pocket di quei decenni. Altri studiosi come Fabio Camilletti, Sergio Bissoli, Luigi Cozzi, Franco Pezzini, Enrico Luceri, Matteo Mancini, Giuseppe Lippi e Antonio Bruschini hanno restituito dignità alla cultura popolare che ha accompagnato l’Italia del boom economico.
Le pietre parlano: dannunzianesimo nella Bassa
Dieci anni fa nasceva Mattatoio n. 5, da un incontro fortuito tra cercatori di libri e di storie. Ci eravamo messi sulle tracce di Emilio de Rossignoli, di cui all’epoca si sapeva pochissimo; l’avevamo cercato nei suoi luoghi, trovato al cimitero di Lambrate e scoperto su di lui tante altre cose che si possono leggere nel libro che gli abbiamo dedicato.
La papessa del Diavolo. Surrealismo ed erotismo arcano in Jehan Sylvius e Pierre De Ruynes
Scrivo queste note alla pallida luce elettrica della mia lampadina, mentre il mondo esterno si prepara ai nuovi cataclismi provocati dalla pandemia. In questa attualità un po’ cialtrona, abbasso il volume del presente e mi perdo tra le pagine de La papessa del diavolo, scritto da Jehan Sylvius e Pierre de Ruynes e ristampato alcuni anni fa da Castelvecchi nella collana Biblioteca dell'immaginario.
Ultimi vampiri e altri ritorni: Abruzzese, Manfredi, Jesi
Giuseppe Tardiola in alcune fertilissime pagine de Il vampiro nella letteratura italiana (1991) accenna - tra i primi – alle misconosciute collane dei Racconti di Dracula e KKK classici dell’orrore, rifacendosi agli accenni fatti prima di lui da Domenico Cammarota Jr (1984) - quando ancora sotto lo pseudonimo di Max Dave si credeva un tale Gaetano Sorrentino? In questi brevi accenni Tardiola si riferisce al ventennio compreso fra gli anni ’50 e ’60 come uno dei più neri e fecondi per la sopravvivenza di una via tutta italiana al fantastico. Cinema, letteratura, fumetti, fotoromanzi, in un gioco di influenze e rimandi testuali tra i vari linguaggi.
Una fata speciale, di Roland Topor
Dopo la notizia del ritorno in libreria de L’inquilino del terzo piano, romanzo del quale mi sono occupato in un recente passato, ho deciso anch’io di puntare nuovamente sull’autore di quel libro: Roland Topor. In Italia, le pubblicazioni che lo riguardano hanno sempre sofferto di una difficile reperibilità, anche sul mercato dell’usato, con prezzi anche molto alti. Ben venga quindi la riproposta, da parte di Bompiani, della sua opera più famosa, conosciuta ai più grazie alla trasposizione cinematografica che ne fece Roman Polanski nel 1976.
Il thriller scandinavo: ascesa e declino?
Sono un fan dei thriller nordici da quando in Italia uscì, negli anni Novanta, quel capolavoro assoluto de Il senso di Smilla per la neve, che, a distanza di quasi trent’anni, credo rimanga una delle massime vette toccate dalla letteratura europea contemporanea e che non esito a definire da premio Nobel. Peter Høeg, un personaggio con una vita già romanzesca di suo, mascherò dietro un avvincente giallo imperniato sulla misteriosa morte di un bambino di origine inuit groenlandese, una serie di profonde riflessioni sulle diverse declinazioni del rapporto tra Uomo e Ambiente: da un lato quello egoistico, arraffone e sfruttatore degli europei “civilizzati”, imperniato esclusivamente su logiche di profitto; dall’altro quello rispettoso e sottilmente panteista degli inuit, ridotti a relitti della società nella “civilissima” Copenaghen di oggi.
I capolavori della serie KKK Classici dell’Orrore: La bambola di cera
Torno, con brevi abbozzi, ad occuparmi di ciò che conta davvero, ossia di questa letteratura automatica degli anni ’60 e ’70, letteratura da edicola a 250 lire. La collana dei KKK1, a mio avviso, ha elementi molto più interessanti rispetto a quella dei coevi Racconti di Dracula. Si tratta infatti di una collana che, alla necrologia di un gotico di cartapesta, innesta una vena moderna e nervosa capace di allacciarsi a uno dei generi più dirompenti di quegli anni: il thrilling italiano, il nostro giallo italiano inventato da Mario Bava e, soprattutto, Dario Argento.
Jacula collezione: considerazioni in margine al pornofumetto dell’orrore negli anni ‘70
Conduco l’indagine (anche per comodità visto che li ho sottomano, in condizioni perfette) sulla collana Jacula collezione, raccolta e ristampa della serie regolare, uscita dal ’73 all’84 con splendide copertine inedite, assai più spinte di quelle originali. Jacula appare per la prima volta nelle edicole nel 1969 (un periodo politicamente e culturalmente lontano dal nostro presente editoriale, dominato – leggo la classifica da un Tuttolibri a caso – da gente come Volo, Carofiglio e invadenti scrittori dall’aldilà), cavalcando una erotizzazione sempre più spinta del cinema horror del periodo (penso alle vampire lesbiche dei primi gotici italiani di Polselli e Regnoli o a quelle della Hammer dei primi ’70 e ancora a quelle spintissime del cinema iberico di Aranda e Franco).
I fotofilm e fotoromanzi degli anni '60 e '70
Nelle magiche edicole degli anni ’70, oltre a certi fumetti neri da stazione che uscivano all’epoca, era possibile trovare un nutrito numero di riviste dedicate ai fotofilm, ossia cineromanzi e fotoromanzi originali infarciti di grand guignol, trame contorte e stravaganti e dosi massicce di sesso. Pellicole sexy horror, sexy thriller, sexy e basta girate tra lugubri castelli o panorami mozzafiato ammaliati dalla presenza di muse femminili che hanno fatto sognare gli spettatori dell’epoca. Rosalba Neri, Rita Calderoni, Edwige Fenech, Cristina Airoldi, Sylva Coscina, Femi Benussi, corpi di attrici calde e surreali, chiamate a impersonare vampire assatanate, femmine lussuriose o personaggi sempre al limite, paragonabili appunto a quelli automatici dei fumetti neri di allora. In tal senso, penso soprattutto a collane che hanno amalgamato l’orrore, il thriller con il sesso, il sadismo e la necrofilia: Oltretomba gigante, Terror gigante, Il vampiro presenta, Lo scheletro presenta, Jacula, Vampirissimo, I sanguinari.
Requiem for Richard Laymon
Ho tentennato un po' prima di scrivere questo articolo, in parte perché di Richard Laymon so quasi nulla. Di esperti su di lui ce ne saranno, ma non devono essersi sprecati perché su internet (in italiano) si trova pochino. In un volume di Monster Masters di qualche anno fa era possibile leggere alcune cose su di lui dette dalla moglie Ann Marshall. Su youtube circola una intervista degli anni ’90, con lo scrittore che si dondola sornione su una sedia, il viso largo a frittella, gli occhietti piccoli dietro le lenti dei grandi occhiali, il fisico corpulento e obeso.
Il vampiro presenta: surrealismo, sadismo ed erotismo nel gotico italiano degli anni 70
Nella bella introduzione alla nuova edizione del classico di Ernesto de Martino Sud e magia (Biblioteca Donzelli, 2015), i curatori Fabio Dei e Antonio Fanelli accennano - nonostante la scomparsa di certa cultura della miseria e di un contesto contadino e agrario legato ad ideologie magico religiose dissolte parzialmente dall’avvento della cultura di massa - a una permanenza della magia nei contesti modernizzati e urbani dei segmenti sociali del ceto medio.
Spettri di carta: “Oltretomba colore” e l’eredità occulta del ‘69
La cultura di massa degli anni ’60 si nutre di scuole, caserme, tribunali, carceri e cimiteri. Una società rurale non ancora scomparsa e una società di massa “arrivante”. Nuove identità di classe. La sociabilità di gruppo passa dalle piazze, ai caffè, ai luoghi del dopolavoro. Circoli anarchici, periferie urbane, osterie, il tutto in una transizione post-fascista sorvegliata dalle pratiche religiose. Una geografia di luoghi sacri nella penisola, con Madonne votive, chiese di campagna e riti di passaggio (matrimoni, funerali, battesimi) a ricordare un’intensa devozione religiosa in tutte le classi sociali. Nel frattempo la vita quotidiana si fa più dinamica, mobile, con una densità degli spazi urbani intasati dalle automobili.
Suspense 1971/72: erotismo, magia, terrore
La New Edi.Gra.F edizioni editava già Bigfilm e Cinesex, due grosse riviste di fotofilm degli anni ‘70. Il n.1 di Suspense esce nel maggio del 1970 (pag. 74, L. 250). È una rivista di fotofilm dal curioso sottotitolo “amore erotismo magia terrore”.
Le notti di Salem: vampiri pasoliniani Made in Usa
Salem's Lot è un’immaginaria cittadina del Maine caratterizzata dall’inquietante presenza di Casa Marsten, una villa abbandonata in cima ad una collina già teatro di un fatto di sangue negli anni del Proibizionismo. La sua piatta tranquillità provinciale viene improvvisamente turbata dall’arrivo di due misteriosi antiquari e da una strana scia di morti misteriose. Contestualmente vi giunge anche Ben Mears, un giovane scrittore, che torna deciso a fare i conti con i fantasmi della sua infanzia e con la tragica morte della moglie. Nel giro di pochi giorni, Ben e gli altri protagonisti si renderanno conto di trovarsi a fronteggiare una vera e propria epidemia di vampirismo, di fronte alla quale dovranno tirare fuori, oltre al coraggio, tutta la loro conoscenza sull’argomento, acquisita soprattutto grazie ai classici della letteratura gotica o del cinema horror.
La collana dei “Racconti di Dracula” (1959 - 1981)
I racconti di Dracula uscirono nelle edicole italiane nel 1959 e continuarono fino al 1981. L’editore, la ERP, apparteneva al barone Cantarella, nobile siciliano che prima aveva iniziato a muoversi nel cinema, poi era passato al boom della narrativa popolare, in quegli anni al culmine. Cantarella non editava solo i Dracula, bensì anche molte altre collane, offrendo storie di guerra, spionaggio, rifacimenti della narrativa hard boiled americana. Gli scrittori dei Dracula erano tutti italiani, celati sotto pseudonimi anglofoni, un po' come i registi degli spaghetti western. Molti di questi erano alle prime armi e accettavano il compenso dell’editore (circa 50 mila lire dell’epoca in contanti e non era poco per un centinaio di cartelle!) per aumentare le entrate mensili: tra di loro abbiamo un giudice, un medico, uno psichiatra, un militare di carriera, un giornalista. Quasi tutti si vergognavano di quei romanzetti (scritti velocemente ai margini della vita lavorativa e famigliare, senza riletture o scalette e tantomeno editing particolari) e, negli anni, hanno cercato di far perdere le loro tracce. Si trattava insomma di “negri” della macchina da scrivere, mercenari pronti a tutto pur di raggranellare un po' di quattrini e non certo di fini intellettuali animati da propositi artistici.
I romanzi dell’orrore della Edifumetto (1975 – 1976)
Renzo Barbieri ha avuto molti meriti. Verso la metà degli anni settanta, l’editore milanese affianca alle sue numerosissime collane a fumetti horror-erotiche una serie di romanzi del terrore, anch’essi destinati al circuito secondario delle edicole.
Il vampiro, di Steve Cockrane
Lo confesso, ho preso un abbaglio: ero convinto di acquistare un libruncolo in perfetto stile Bram Stoker, con vampiri dai denti aguzzi, quando invece la storia è sostanzialmente un thriller giallastro, con poliziotti, pupe e tanto sangue. E dire che la copertina è molto chiara, con una bella fanciulla in corsetto e calze a rete e una un’inquietante forbice su sfondo rosso a mettere in chiaro le cose: il sangue scorre, non sfama, il sangue scorre, purifica.
Personaggi Horror. Intervista ad Alfredo Castelli
Incontro Alfredo Castelli in pausa pranzo, in un giorno di maggio in cui finalmente, anche a Milano, si può stare all’aperto. Una bottiglia di vino fresco, una tenera giornata primaverile, un disteso momento di otium: sono occasioni come queste a dar gusto alla vita. Parliamo di tante cose: delle ricerche matte che ci piace fare, di archivi da spulciare, del Buffalo Bill italiano e della tristezza di collezioni smembrate e vendute pezzo per pezzo; del sogno di uno spazio dedicato alla cultura popolare, dove raccogliere le nostre – e altrui – biblioteche. Infine, in pace con il mondo, accendo la sigaretta e il registratore e ripenso con un sorriso all’osservazione di una giovane amica: “Ma perché non fai come fanno tutti? Scrivi le domande e ti fai rispondere per mail!”.

