Thriller

Il vampiro, di Steve Cockrane

La copertina del libro, di Rodolfo Gasparri La copertina del libro, di Rodolfo Gasparri

Lo confesso, ho preso un abbaglio: ero convinto di acquistare un libruncolo in perfetto stile Bram Stoker, con vampiri dai denti aguzzi, quando invece la storia è sostanzialmente un thriller giallastro, con poliziotti, pupe e tanto sangue. E dire che la copertina è molto chiara, con una bella fanciulla in corsetto e calze a rete e una un’inquietante forbice su sfondo rosso a mettere in chiaro le cose: il sangue scorre, non sfama, il sangue scorre, purifica.

La copertina merita più delle due righe di cui sopra, visto che fu opera di Rodolfo Gasparri, autentico artista poliedrico, che dopo una lunga gavetta al soldo di alcune case editrici dell’epoca, principalmente dedite a "giallacci" e "brividi vari", passò al cinema come cartellonista, realizzando alcuni celebri manifesti entrati poi nell’immaginario collettivo, da a Marcellino pane e vino a C’era una volta il west, dal Colosso di Rodi a Giù la testa, dalla Bibbia alla serie Mark il poliziotto, di cui fu interprete anche il figlio Franco, volto conosciutissimo dei fotoromanzi di quel tempo1.

Ma torniamo ad Il vampiro, uscito nel 1958 nella collana I Narratori Americani del Brivido, per l’Editrice Romana Periodici, a firma di Steve Cockrane e con la traduzione “farlocca” di Giuseppe "Pino" Belli, che in realtà ne era il vero autore. Non deve sorprendere questa finta attribuzione, all’ordine del giorno per quegli anni, tesa non solo a compiacere un pubblico desideroso di evasione e a conferire un certo fascino esotico al titolo, grazie alla firma straniera, ma anche frutto di ben determinate congiunture economiche e meno romantiche. Chi pubblicava infatti non era in grado di acquistare a basso costo gli originali inglesi ed americani, arrivando a farsi direttamente "in casa" quanto invece il mercato chiedeva, cambiando semplicemente il nome degli autori italiani con pseudonimi concepiti ad hoc2.

Pino Belli fece ricorso, nella sua carriera, anche ad altri nomi: Max Dave, Cristopher Bennet, Steven Cooper e molti altri, arrivando a scrivere oltre cento romanzi tra gialli, horror, guerra e spionaggio. Genio e sregolatezza, ideatore dei casi più pazzeschi, di trappole diaboliche, di macabre apparizioni nei castelli o nelle brughiere della Scozia, in capolavori di narrativa a doppia soluzione e magistralmente scritti3. Nel 1956 girò come regista "Il tesoro della Sierra Dorada" ed oggi è sepolto al cimitero del Verano4. Chiudo le informazioni biografiche con una domanda senza risposta, chiedendomi se per per lo pseudonimo usato in questo libro, Pino Belli non abbia preso spunto da Steve Cochran, attore cinematografico e televisivo statunitense che proprio negli anni Cinquanta diede il meglio di se5 sul grande schermo. In effetti Cochran, Cockrane, non suona per niente male. Da notare infine che dopo la morte di Giuseppe, alcune delle "firme" furono ereditate dal fratello Carlo6.

Come detto, siamo negli anni Cinquanta, periodo nel quale prende il via in ambito romano un fenomeno di straordinario sviluppo editoriale e che vide l’Editrice Romana Periodici tra i protagonisti. Nel luglio del 1955 nascono sul Tevere I Narratori Americani del Brivido: primo titolo, Avventura a San Diego di Larry Madison (ovvero Giovanni Ugo Simonelli)7. La collana è tra le più longeve, visto che tra alti e bassi sopravvive fino al 1981, trovando nelle edicole un pubblico affamato di storie brevi e spigliate, capaci di mettere assieme tante cose, dal poliziesco al piccante, dal nero al giallo, senza dimenticare il rosa, i denti aguzzi, il piccante. Non deve quindi sorprendere che Il Vampiro sia un romanzo breve, godibile in poco tempo, ma con una trama solida ed efficace: i pendolari non avevano molto tempo a disposizione, tra una stazione e l’altra, servivano pubblicazioni poco impegnative ma capaci di stimolare l’acquisto della successiva uscita.

Pino Belli sapeva il fatto suo, sia come scrittore che come regista e Il vampiro lo dimostra ampiamente. Scritto quasi come una sceneggiatura, alterna i capitoli narrando per mezzo di diverse “inquadrature”: il maniaco, la polizia, i giornalisti che indagano sul caso. Il ritmo è veloce, il finale arriva altrettanto velocemente, non lasciando “quasi” nulla al caso. Devo dire che solo alla fine ho capito chi fosse il colpevole, reo di vivisezionare le proprie vittime asportandone il seno, anche se qualche indizio lasciato lungo il percorso qualche lampadina nella mia testa l’aveva accesa. Scritto in modo semplice e in un italiano senza tanti fronzoli, pecca forse nell'uso in qualche stereotipo di troppo, ma sono sicuro che per l'acquirente tipo questo fosse un pregio. Non posso aggiungere altro senza spoilerare, anche se mi sembra giusto dire che per certi versi, sul finale, si entra quasi in empatia con "il vampiro" stesso, tanto da arrivare a chiedersi, un po' come lui a metà del romanzo, il perché di un nome, vampiro, che non sentiva suo: maledetti giornalisti! ;-)

Chiudo, veramente, con un’ultima cosa: pare che Belli fosse conte e che la sua figura abbia affascinato nientepopodimeno che Sergio Bissoli. Devo aggiungere altro? Nobili che scrivono, pupe e vampiri, difficoltà a ricostruire non solo la bibliografia ma anche a recuperare semplici testimonianze biografiche,  ....fate vobis!
Dopo aver posto fine alla stesura di questo articolo, apprendo dallo stesso Bissoli che le informazioni biografiche sulla vita di Pino Belli sono state poi aggiornate e inserite nel libro I Racconti di Dracula, edito da Profondo Rosso.

  1. Castelfidardo: Astra intitolato a Rodolfo Gasparri e un'opera di Catraro a Porta Marina
  2. Storia del giallo italiano
  3. Per una storia della "provincia gotica". Di Giuseppe Lippi.
  4. I Racconti di Dracula: recensione e info. Di Lunaria.
  5. Steve Cochran, Wikipedia
  6. Storia del giallo italiano
  7. I racconti di Dracula, di Sergio Bissoli

Scheda del libro:

  • Titolo: Il vampiro
  • Collana: I Narratori Americani del Brivido
  • Autore: Steve Cockrane
  • Traduttore: Pino Belli
  • Editore: Editrice Romana Periodici
  • Anno: 1958

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