The fall, per ammissione di Allan Cubitt, il creatore della serie, intreccia tra loro avvenimenti relativi a differenti serial killer: BTK Killer, Ted Bundy (i quali vengono trattati anche nelle due stagioni di Mindhunter), lo Yorkshire Ripper (interessante il testo Liberaci dal male di David Yallop) e il Golden State Killer. La figura di quest'ultimo ha influenzato molti prodotti culturali degli ultimi decenni. Prima della sua cattura, la figura di J. J. DeAngelo ha colpito scrittori e sceneggiatori per la capacità di cambiare pelle, di evolversi, di portare alla luce attraverso le azioni ree i suoi traumi. La pellicola Gaslight del 1944 trattava il tema della follia indotta attraverso l'opera di un manipolatore, il quale mirava a fare impazzire la moglie spostando oggetti e mobili. La pellicola ispirò il termine fornito dagli studi sulle psicopatologie a proposito delle strategie adottate da profili narcisisti e psicopatici.
Il Golden State Killer, ai suoi esordi, adottava strategie simili per atterrire le proprie vittime: entrava in abitazioni di sconosciuti e cambiava l'ordine degli oggetti, sottraeva monili e spostava mobili. Un modo per entrare nelle vite altrui, un metodo di controllo. La letteratura distopica ha posto l'accento sul tema del controllo evidenziando come la società odierna finisca con l'evolvere verso meccanismi di controllo sempre più invasivi. L'occhio meccanico come metafora della distopia. James G. Ballard ha trattato in più di una sua opera questo tema. Il genere thriller si occupa del medesimo argomento, ma lo fa adoperando la metafora del serial killer in grado di controllare la propria vittima e di stringerla nella morsa fino alla sua cancellazione. E se la letteratura di Ballard è stata influenzata dalla pittura surrealista, le dissonanze cognitive sono al centro del thriller contemporaneo. Le vittime condividono con i loro carnefici un distaccamento dalla realtà - indotto per le prime, psicologico per i secondi - e il mistero che avvolge le vicende ricorda da vicino quadri di Magritte come L'impero delle luci, in cui lo spettatore è portato di fronte a un assurdo visivo, dove giorno e notte convivono. Il controllo esercitato dal Golden State Killer sul suo (ampio e mutevole) territorio di caccia e sulle proprie vittime ha ispirato The fall, ma non solo.
Anche il romanzo Le schegge di Bret Easton Ellis risente da vicino delle gesta nefaste dell'assassino seriale. Lo scrittore statunitense adegua ai suoi ambienti altolocati e distanti tipici del romanzo d'esordio Meno di zero un ordito thriller che adopera il meccanismo del ricordo per guardare con occhio critico, apportando profondità, a fatti accaduti durante la giovinezza. Il testo mescola fatti reali a eventi immaginari e lo fa con una prosa agile e snella, ma fitta di allusioni, misticheggiante. Ellis prosegue la propria narrativa che risente di alcune fascinazioni degli anni Ottanta, con i suoi scenari eleganti (che richiamano alla pellicola I protagonisti), i suoi personaggi-manichini, gli assassini privi di movente, robotici ed eterodiretti, che uccidono sotto la luce bianca di un obitorio eterno. Una luce bianca che richiama alla mente tante inquadrature di Tenebre. Sul versante opposto alla narrativa bianca mortuaria di Ellis, è possibile collocare la prosa di un altro narratore americano, James Ellroy. I suoi detective selvaggi si aggirano in antiche banlieue senz'anima, nel nero di notti interminabili. Anche il suo L'angelo del silenzio guarda ai delitti del Golden State Killer, ma pone l'accento su delitti a scopo di libidine. L'assassino del romanzo di Ellroy è un Lust murderer, un assassino a scopo di libidine che ha alcune somiglianze anche con il nostrano Mostro di Firenze. Materiale indagato dal detective e criminologo Robert Keppel nel saggio Signature Killers.
Se i romanzi di Ellroy appaiono spesso eccessivamente somiglianti, thriller ammantati di un nero permanente per una letteratura di confine che guarda più al noir che al thriller, non è solo per esigenze commerciali. Come testimonia il racconto L'assassinio di mia madre, contenuto all'interno della raccolta Corpi da reato, lo scrittore di Los Angeles è stato segnato dal brutale omicidio della madre ad opera di un anonimo strangolatore. E il giovane Ellroy era presente nel momento in cui la polizia ritrovò il corpo della madre. Il breve racconto narra in prima persona i giorni in cui lo scrittore ebbe la possibilità di visionare le carte delle indagini da parte della polizia sull'uccisione della madre. Un confronto che è testimonianza del trauma alla base della scrittura di Ellroy. Lo scrittore della Città degli Angeli spiega l'origine della propria ispirazione, l'ossessione per il caso della Dalia Nera, sorta di alter ego celeberrimo ed estremo delle sorti toccate alla madre, la reiterazione ad infinitum del paradigma del detective dannato alla perpetua ricerca di una verità non salvifica. Ellroy scrive e riscrive in eterno lo stesso libro e lo fa sotto la condanna di un trauma irrisolto e irrisolvibile. La sua psiche si attaglia perfettamente alla condizione della letteratura americana, abituata a scrittori prosperi e romanzi interminabili.
Il racconto contenuto in Corpi da reato risulta prezioso, perché lo scrittore affronta senza il velo della finzione letteraria - cosa che, invece, fece nel romanzo Clandestino - le radici del suo trauma e della propria scrittura. E se il cinema e la letteratura thriller degli ultimi decenni hanno partorito un artista condannato alla scrittura per espiare il proprio trauma come Ellroy, non vanno dimenticati i tanti mestieranti. E tali produzioni thriller sono accomunate da alcune linee ben definibili. Le produzioni thriller contemporanee, sia su carta che su pellicola, si rifanno ad antichi modelli, soprattutto cinematografici. Il filone thrilling italiano era già saturo di figure di serial killer e crimini seriali a sfondo di libidine. Quel che è cambiata è certamente l'estetica, ma anche il linguaggio. Un linguaggio criminologico e specialista, quello delle produzioni recenti. Serie come The fall e Mindhunter testimoniano l'estrema fascinazione che la serialità di lingua anglosassone possiede verso la figura dell'assassino seriale, ma anche la forte riverenza nei confronti della criminologia. L'estetica del nero si aggiorna e si declina in una versione fredda e scientifica, distante e altolocata, con l'obiettivo di assecondare i gusti dello spettatore. Uno spettatore e un lettore contemporanei che sono sempre più interessati alla cronaca nera e che risentono dei canoni estetici, comunicativi e scientifici appartenenti proprio a quel settore dell'informazione.
