Manifesto

Ci piacciono i libri che indagano l’illecito, l’estraneo, il represso, il bizzarro, l’ignoto, la “cosa” perturbante che svela ciò che nel familiare è stranamente inquietante.

Ci piacciono i libri che tentano di «raschiar via la vernice esteriore dal mondo, di vedere la vita senza le comode ricercatezze con le quali abbelliamo la realtà percettibile»1.

Ci piace il fantastico, perché il fantastico è vero, anche se non è reale, e «la sua verità è una sfida, e persino una minaccia, a tutto ciò che è falso, a tutto ciò che è fasullo, inutile e volgare»2.

Ci piacciono la corazza del robot, il corpo mutante, il fantasma e la macchina, l’Altro dentro di noi, i paradossi del tempo e dello spazio, la contaminazione aliena, la fine dei mondi.

Ci piacciono i mostri e i freaks perché ci dicono: Noi ti conosciamo! Noi siamo te!

Ci piacciono i libri irregolari per il genere, «per lo stile, per la loro collocazione nelle letterature del loro tempo e del loro paese, e soprattutto per il loro contenuto […] eversivo, originale, non conformista, e insomma libero in rapporto ai gusti stereotipati, alle mode letterarie, ai valori acquisiti, alle morali correnti»3.

Ci piacciono il kitsch, il trash, il pulp, la letteratura popolare perché traboccano di cuore, sangue e verità.

Ci piace cercare libri dimenticati e sconosciuti sulle bancarelle, come quello che usciva «a passeggio verso l'imbrunire, per recarsi in negozi di libri di seconda mano» perché «nei negozi del centro, troppo illuminati, e negli articoli in vendita aveva scoperto un segno sgradevolmente indicatore di contingenza, un'impersonalità che non suggeriva nulla e distruggeva il gusto dell'avventura di comprare»4.

1. J. Kosinski, L’uccello dipinto, Note dell’autore, Longanesi, Milano, 1965.
2. U.K. Le Guin, Il linguaggio della notte, Editori Riuniti, Roma, 1986.
3. Manifesto della collana NON REGOLARI, Forum Editoriale, Milano, 1969.
4. J. Donoso, Incoronazione, Garzanti, Milano, 1972.

Libri per genere