Home

Salem's Lot è un’immaginaria cittadina del Maine caratterizzata dall’inquietante presenza di Casa Marsten, una villa abbandonata in cima ad una collina già teatro di un fatto di sangue negli anni del Proibizionismo. La sua piatta tranquillità provinciale viene improvvisamente turbata dall’arrivo di due misteriosi antiquari e da una strana scia di morti misteriose. Contestualmente vi giunge anche Ben Mears, un giovane scrittore, che torna deciso a fare i conti con i fantasmi della sua infanzia e con la tragica morte della moglie. Nel giro di pochi giorni, Ben e gli altri protagonisti si renderanno conto di trovarsi a fronteggiare una vera e propria epidemia di vampirismo, di fronte alla quale dovranno tirare fuori, oltre al coraggio, tutta la loro conoscenza sull’argomento, acquisita soprattutto grazie ai classici della letteratura gotica o del cinema horror.

I racconti di Dracula uscirono nelle edicole italiane nel 1959 e continuarono fino al 1981. L’editore, la ERP, apparteneva al barone Cantarella, nobile siciliano che prima aveva iniziato a muoversi nel cinema, poi era passato al boom della narrativa popolare, in quegli anni al culmine. Cantarella non editava solo i Dracula, bensì anche molte altre collane, offrendo storie di guerra, spionaggio, rifacimenti della narrativa hard boiled americana. Gli scrittori dei Dracula erano tutti italiani, celati sotto pseudonimi anglofoni, un po' come i registi degli spaghetti western. Molti di questi erano alle prime armi e accettavano il compenso dell’editore (circa 50 mila lire dell’epoca in contanti e non era poco per un centinaio di cartelle!) per aumentare le entrate mensili: tra di loro abbiamo un giudice, un medico, uno psichiatra, un militare di carriera, un giornalista. Quasi tutti si vergognavano di quei romanzetti (scritti velocemente ai margini della vita lavorativa e famigliare, senza riletture o scalette e tantomeno editing particolari) e, negli anni, hanno cercato di far perdere le loro tracce. Si trattava insomma di “negri” della macchina da scrivere, mercenari pronti a tutto pur di raggranellare un po' di quattrini e non certo di fini intellettuali animati da propositi artistici.

Renzo Barbieri ha avuto molti meriti. Verso la metà degli anni settanta, l’editore milanese affianca alle sue numerosissime collane a fumetti horror-erotiche una serie di romanzi del terrore, anch’essi destinati al circuito secondario delle edicole.

Per sfamare la mia bramosia di libri e alimentare gli effetti dello tsundoku1, sono solito passare le domeniche in giro per mercatini delle pulci, alla ricerca di improbabili titoli, di affaroni da non lasciarsi sfuggire e di cose da recensire su queste pagine. Capite come la colpa sia anche in parte vostra, la responsabilità di tenere in vita Mattatoio n.5 mi procura stress, ansia e desiderio di evasione. Per questo motivo, non mi limito ad acquistare compulsivamente polverose edizioni cartacee, ma anche dischi in vinile e cose da appendere alle pareti di casa, indifferente al fatto che siano stampe, quadri o manifesti pubblicitari.

Max Boschini ha posto qualche domanda a Federico Cenci: appassionato e studioso di letteratura popolare e di genere, ha deciso a un certo punto di pubblicarsi quei libri che tanto voleva leggere ma che non trovava da nessuna parte, fondando nel 2014 la casa editricie romana Cliquot, oggi da lui condotta assieme a Paolo Guazzo, Roberta Rega e Cristina Barone.

Nel pregiato volume Mondadori Il piacere della paura (uscito nel 1973) i curatori Ravoni & Riva ricercano le origini del genere horror nel fascino discreto della borghesia novecentesca. Prima gli psicagoghi americani Creepy ed Eerie, buffoni orrendi di grandi abbuffate di fumetti collaudati sui canovacci di Poe, Lovecraft, Shelley, Stoker rivisti su fondo retinato e un lettering innovativo che verrà ripreso dalla pop art. Poi l'incubo borghese ha attecchito anche qui da noi, in una serie di pubblicazioni popolari della prima metà degli anni ’60: i fotoromanzi del brivido dell’editrice Nova di Roma, le collane dei KKK, dei Racconti di Dracula e ancora i Romanzi diabolici, la collana degli Urania, i Gialli allucinanti, le scimmiette della Garzanti, I gialli del secolo, I gialli dello schedario, o le valanghe di fumetti neri che cominciano ad uscire dalla prima metà degli anni ’60: Kriminal, Satanik, Sadik, giù fino all’orgia dei fumetti horror erotici inventati da Renzo Barbieri e Giorgio Cavedon.

Libri per genere:

Questo sito usa cookie di analytics per raccogliere dati in forma aggregata e cookie di terze parti per migliorare l'esperienza utente (bottoni social). Puoi accettarli o declinarne l'utilizzo.