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La cultura di massa degli anni ’60 si nutre di scuole, caserme, tribunali, carceri e cimiteri. Una società rurale non ancora scomparsa e una società di massa “arrivante”. Nuove identità di classe. La sociabilità di gruppo passa dalle piazze, ai caffè, ai luoghi del dopolavoro. Circoli anarchici, periferie urbane, osterie, il tutto in una transizione post-fascista sorvegliata dalle pratiche religiose. Una geografia di luoghi sacri nella penisola, con Madonne votive, chiese di campagna e riti di passaggio (matrimoni, funerali, battesimi) a ricordare un’intensa devozione religiosa in tutte le classi sociali. Nel frattempo la vita quotidiana si fa più dinamica, mobile, con una densità degli spazi urbani intasati dalle automobili.

La New Edi.Gra.F edizioni editava già Bigfilm e Cinesex, due grosse riviste di fotofilm degli anni ‘70. Il n.1 di Suspense esce nel maggio del 1970 (pag. 74, L. 250). È una rivista di fotofilm dal curioso sottotitolo “amore erotismo magia terrore”.

Sono perfettamente consapevole che il titolo di questo articolo farà sobbalzare se non addirittura inorridire molti, tuttavia, seguendo una serie di mie opinabilissime riflessioni, non ho potuto fare a meno di notare una sorta di involontario parallelismo tra due autori che amo e che, nel caso di Guido Ceronetti, ho avuto la fortuna di conoscere di persona.

Lo confesso, non ho mai pensato a Carlo Sgorlon come ad un nome da affiancare a Dino Buzzati o a Tommaso Landolfi, uno di quegli scrittori abituati ad avere a che fare con il visionario e l’insolito, anche per descrivere quell’Italia che Gianfranco Contini definì «magica senza magia, surreale senza surrealismo».

Il primo giugno del 1973, esce nelle edicole italiane il primo numero di Oltretomba gigante, che va ad aggiungersi alla collana regolare e a Oltretomba colore. Il formato aumentato, grandi tavole, copertine pittoriche coloratissime e spettrali, tutti elementi che rendono la collana tra le più belle tra i fumetti neri di allora. Per una breve storia editoriale rimando ai bei volumi filologici curati da Luca Mencaroni editore.

Ogni tanto ci permettiamo qualche digressione, trasgredendo alla regola di non scrivere mai di libri di recente pubblicazione: la curiosità di conoscere, il piacere di leggere cose sempre nuove non dovrebbero mai venir meno, pure in quelli di noi che sono soliti prediligere libri polverosi e mangiucchiati dagli psocotteri. Detto questo, oggi voglio parlarvi di Social classici. 50 capolavori letterari ripensati al tempo degli smartphone, edito da Clichy e giunto in libreria da qualche settimana.

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