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Il primo giugno del 1973, esce nelle edicole italiane il primo numero di Oltretomba gigante, che va ad aggiungersi alla collana regolare e a Oltretomba colore. Il formato aumentato, grandi tavole, copertine pittoriche coloratissime e spettrali, tutti elementi che rendono la collana tra le più belle tra i fumetti neri di allora. Per una breve storia editoriale rimando ai bei volumi filologici curati da Luca Mencaroni editore.

Ogni tanto ci permettiamo qualche digressione, trasgredendo alla regola di non scrivere mai di libri di recente pubblicazione: la curiosità di conoscere, il piacere di leggere cose sempre nuove non dovrebbero mai venir meno, pure in quelli di noi che sono soliti prediligere libri polverosi e mangiucchiati dagli psocotteri. Detto questo, oggi voglio parlarvi di Social classici. 50 capolavori letterari ripensati al tempo degli smartphone, edito da Clichy e giunto in libreria da qualche settimana.

Planète/Pianeta

La rivista Planète/Pianeta esce in edizione italiana nel marzo/aprile del 1964. Planète (The Planet) era una rivista francese di realismo fantastico creata da Jacques Bergier e Louis Pauwels. Funzionò dal 1961 al 1972 (in Francia).

Lo confesso, mi sono recato a Mantova nei giorni del Festivaletteratura. A mia discolpa posso dire che a differenza dello scorso anno, questa volta non ho frequentato nessun evento particolare: il mio interesse per la kermesse letteraria si è limitato a quella zona di piazza Sordello dove trovavano ospitalità alcune bancarelle dell’usato. Tra queste, la più interessante proponeva un lungo tavolaccio, sul quale trovavano spazio torri e pile di vecchi libri, venduti con la formula del “tre per dieci euro”: inutile dire che diversi biglietti rossi hanno lasciato il mio portafoglio e che lo zaino si è riempito di parecchie cosette interessanti. In queste occasioni si acquista compulsivamente, attratti da copertine inusuali e colori vivaci, sperando sempre di trovare la piccola perla dimenticata. Siamo tutti un po’ cacciatori di libri, spinti dai consigli dei “vicini” di banco o da rapide consultazioni su Google. Stavo appunto curiosando, quando Gino, questo il nome del proprietario del banco, mi ha visto pescare dal mucchio un piccolo libro giallo, edito dalla Sugar sul finire degli anni Cinquanta, con due pugili in copertina. Senza pensarci due volte, Gino ha pensato bene di darmi un suggerimento: “Prendilo, quella è roba forte”. Potevo ignorare le sue parole? Grazie Gino, sono felice che tu ti sia preso la briga di spingermi all’acquisto di Un povero scemo, perché il romanzo di Erskine Caldwell è un piccolo capolavoro, letto tutto d’un fiato e grazie al quale mi è tornata la voglia di scrivere quassù, per condividere con voi la gioia di una gradita scoperta.

Il 1969 psichedelico della letteratura italiana è affidato quasi esclusivamente alla penna fertilissima di Laura Toscano, la più grande scrittrice thriller che l’Italia abbia avuto. Il 5 ottobre del 1969 esce il n. 124 della collana I capolavori della serie KKK classici dell’orrore, edita dalle Edizioni Periodici Italiani di Marco Vicario, collana per la quale, brevemente, ha collaborato un giovanissimo Dario Argento.

Fabio Camilletti, nella Guida alla letteratura gotica (Odoya 2018), illustra il potere immaginifico di un genere forgiato da miti e figure che rispondono al presente con l’evasione nel passato. Il gotico, dal Settecento francese, vaga per l’Europa diventando di volta in volta racconto supernatural, horror, german o littérature frénetique. Negli altrettanto frenetici anni ’60 e ’70 italiani dello scorso secolo, i fantasmi del gotico riaffiorano nel lessico stereotipato delle collane da edicola I racconti di Dracula e I capolavori della serie KKK classici dell’orrore, ovvero pura letteratura di massa.

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