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Torno, con brevi abbozzi, ad occuparmi di ciò che conta davvero, ossia di questa letteratura automatica degli anni ’60 e ’70, letteratura da edicola a 250 lire. La collana dei KKK1, a mio avviso, ha elementi molto più interessanti rispetto a quella dei coevi Racconti di Dracula. Si tratta infatti di una collana che, alla necrologia di un gotico di cartapesta, innesta una vena moderna e nervosa capace di allacciarsi a uno dei generi più dirompenti di quegli anni: il thrilling italiano, il nostro giallo italiano inventato da Mario Bava e, soprattutto, Dario Argento.

Il ’69 psichedelico della letteratura italiana è affidato esclusivamente alla penna fertilissima di Laura Toscano, la più grande scrittrice thriller che l’Italia abbia avuto.
Il 5 ottobre del 1969 esce il n. 124 della collana I capolavori della serie KKK classici dell’orrore, edita dalle Edizioni Periodici Italiani di Marco Vicario, collana per la quale, brevemente, ha collaborato un giovanissimo Dario Argento.

Torno, dopo molto tempo, ad occuparmi degli autori di quella Torino sulfurea che tanto mi piace e che ha sempre un suo seguito. Dopo Italo Cremona e Giovanni Arpino, aggiungo all’elenco degli autori recensiti su Mattatoio n.5 anche il nome di Oddone Camerana, consapevole che il "cerchio magico sabaudo" si chiuderà solo dopo la lettura di Minuetto all’inferno, libro di Elémire Zolla che non sono ancora riuscito a recuperare ad un prezzo equo. 

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