Home

Povero Cristo è un romanzo bizzarro e non facile da decifrare. Un amico mi ha confessato di averlo addirittura strappato in due e scagliato contro il muro senza finire di leggerlo, tanto gli dava sui nervi e gli pareva stupido e incomprensibile (ma era giovane e intemperante: in seguito se ne pentì). Non che sia un libro difficile da intendere alla lettera, tuttavia è un libro che, proprio se preso nel suo significato letterale, risulta come minimo naif (e pesantemente trash). Vorrei proporre un'interpretazione che in parte lo riscatta, ma posso affermare che Carpi qui ha fallito, perché non è un'opera riuscita quella che richiede di discostarsi troppo dal significato apparente. O meglio, quella il cui significato apparente non sia pienamente godibile in sé.

Lo confesso, non sono la persona più adatta a recensire in maniera neutrale e sincera un libro di Emilio de’ Rossignoli. Dopo mesi di ricerche, indagando e curiosando tra il molto materiale cartaceo e il poco della sua vita privata giunti fino a noi, non riesco a dimostrarmi obiettivo nei suoi confronti, trova ancora oggi il modo di... turbarmi e viziarmi, magari sotto un quarto di luna.

Charles William Goyen (1918-1983) nasce a Trinity, in Texas. Il Sud degli Stati Uniti rimarrà sempre il paesaggio fondamentale e imprescindibile in cui vivranno i suoi personaggi e le sue storie. Goyen conoscerà fortuna principalmente in Europa, tanto da considerare la propria sensibilità di tipo europeo1. Anche se non riuscirà mai a mantenersi con la sola scrittura, i suoi libri verranno stampati e ristampati nel vecchio continente. In Italia, solo La casa in un soffio e i due terzi delle raccolte dei suoi pregevoli racconti, Il fantasma e la carne e Se avessi cento bocche, editi da Theoria, su cui sarà necessario tornare.

Ignácio de Loyola Lopes Brandão è uno scrittore e giornalista brasiliano, nato ad Araraquara nel 1936. Un autore quindi apparentemente molto lontano dall’Italia, a cui in realtà deve molto. La sua notorietà comincia con il romanzo Zero, pubblicato in prima mondiale da Feltrinelli nel 1974. Scritto con il titolo A inauguraçao da Morte, venne poi alleggerito e tagliato diverse volte, prima della sua forma definitiva. A tali modifiche contribuì Jorge de Andrade, amico di Ignácio de Loyola, che lo mostrò poi a Luciana Stegagno Picchio, all’epoca insegnante di Letteratura Portoghese e Brasiliana all’Università di Roma1. La filologa e medievalista lo segnalò alla casa editrice milanese, che coraggiosamente lo pubblicò nella collana I Narratori con la traduzione di un giovanissimo e già bravo Antonio Tabucchi.

Due cose vanno dette subito. La prima: Un’ombra nell’ombra (1974) è un romanzo splendido che consiglio di leggere senza pregiudizi e possibilmente senza sapere nulla della trama, per godersi di più il raffinato crescendo di suspense. Chi vuole osare, tralasci questa recensione, nella quale comunque cercherò di svelare il meno possibile, e corra a cercarlo. La seconda: Pier Carpi ne ricavò un film (Marco Giusti in Stracult1, bibbia del trash italiano, dice che fu «girato nel 1977, ma non chiuso prima dell’intervento del produttore Piero Amati», che tolse la regia a Carpi). A detta di tutti, un film brutto (nonostante il cast grandioso per un progetto simile: Valentina Cortese, Irene Papas, Marisa Mell), anche se non al punto da essere assunto nell’Olimpo dei veri cult, e significativamente diverso dal romanzo in alcuni passaggi fondamentali.

Vonda McIntyre è una scrittrice americana e genetista. Salì potentemente alla ribalta nel 1973 quando la sua opera breve Of Mist, Grass and Sand vinse il Premio Nebula, nella categoria Novelette. Questo racconto lo utilizzò in seguito come capitolo iniziale di DreamSnake, Il Serpente dell’Oblio, nell’edizione italiana.

La collana di fantascienza «Presenze del futuro», inaugurata dall'editore Giovanni De Vecchi nel 1979, non ebbe successo e s'interruppe nello stesso anno dopo tre sole uscite, dunque merita la simpatia, la solidarietà e l'omaggio che è giusto tributare ai bei progetti naufragati. I tre titoli sono: Fronte del Sole di Peter e Caterina Kolosimo (contenente il romanzo breve di Peter che dà il titolo al volume e alcuni racconti di Caterina); Eclissi 2000 di Lino Aldani (anche questo con l'aggiunta di racconti) ed Esperimento donna di Gilda Musa.

Pubblicato nel 1972, Il Gregge Alza la Testa fa teoricamente parte di una trilogia di libri in cui John Brunner affrontava temi sociali fondamentali, proiettati in scenari fantascientifici futuri. I tre libri sono Tutti a Zanzibar (1968, vincitore del Premio Hugo 1969), L'Orbita Spezzata (1969) e questo Il Gregge Alza la Testa giunto in finale del premio Nebula 1972.

Pagina 2 di 2
Questo sito usa cookie di analytics per raccogliere dati in forma aggregata e cookie di terze parti per migliorare l'esperienza utente (bottoni social). Puoi accettarli o declinarne l'utilizzo.
Voglio approfondire Accetto e procedo! Non accetto e declino