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Il titolo originale, Strange Doings, più che a "fatti", allude a strani "modi di fare". Lo sottolineo perché la caratteristica di questo autore, bizzarro e oggi un po' dimenticato, consiste proprio nel riprendere temi classici della fantascienza e nel trattarli nel modo più "strano" possibile: deformandoli, distorcendoli... mai trattandoli nel modo razionale più tipico della fantascienza classica. E siccome è l'approccio, e non la materia trattata, a definire il genere, direi che questa non è fantascienza: al massimo, meta-fantascienza.

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