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Pallanotista in gioventù, avventuriero in guerra, giornalista, studioso, organizzatore di eventi e romanziere. Di Donato Martucci possiamo dire che è un pluridimenticato dallo sport e dal mondo della letteratura in genere: mi interessa poco il primo aspetto, se non che è giusto ricordare che dal 1947 al 1981 Martucci fu capo ufficio stampa del Coni e prezioso consigliere del presidente Giulio Onesti1, mentre in qualità di scrittore e di romanziere in particolare, sebbene non molto prolifico, diede alle stampe alcuni libri a mio avviso molto interessanti, tutti meritevoli di rilettura e di riscoperta.

L’anno nudo è un grande romanzo sovietico, anzi è il romanzo dei soviet, della rivoluzione nel suo deflagrare più intenso, all’acme del suo delirio, la catarsi che voleva portarsi via tutto il vecchio in modo quanto mai drammatico e allo stesso tempo creativo.

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