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Tra Bradbury e Sturgeon: più dalle parti del secondo, però, dato che non abbiamo qui monelli dodicenni alle prese con l’ultimo autunno della loro pre-adolescenza (“io che ho corso su prati bianchi di luna per strappare ancora un giorno alla mia ingenuità”: quanto era bradburiano Claudio Baglioni?), ma tre ragazze diciottenni che in una torrida estate non vedono l’ora di superare del tutto l’adolescenza per tuffarsi nella vita e le sue sfide: in primis, inutile negarcelo, quella della sessualità. La sensibile e sensata Evelyn, l’infantile Francine, la concreta Rose non ne possono proprio più dell’ingenuità a cui le costringono padri tirannici o fratelli affettuosissimi.

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