Horror

Fantomas primo amore

Quarta di copertina di «Horror» n. 2, gennaio 1970. Quarta di copertina di «Horror» n. 2, gennaio 1970.

1962: Anthony Burgess pubblica A Clockwork Orange; muore Marilyn Monroe; si apre il Concilio Vaticano II; scoppia la crisi dei missili di Cuba; i Beatles incidono il primo disco ed esce il primo film di 007 (Licenza di uccidere); su Amazing Fantasy debutta Spider-Man e in Italia esce il primo numero di Diabolik. Sulla copertina, un uomo in calzamaglia brandisce un coltello e una bionda prosperosa urla di terrore. Pare che molti edicolanti non lo abbiano nemmeno esposto a causa di quest’immagine perturbante. Eppure fece il botto.

L’idea vincente fu quella di un fumetto per adulti in formato pocket con una storia autoconclusiva che a leggerla ci si impiegava giusto il tempo di un viaggio da pendolare verso la grande città. Quest’idea venne ad Angela Giussani, all’epoca sposata con Gino Sansoni, “il Dottore” nell’ambiente editoriale, proprietario della casa editrice Astoria, con sede in un appartamento in piazzale Cadorna a Milano. Astoria aveva esordito con Il vademecum della sposa perfetta (con Angela, ex testimonial delle saponette Lux, come redattrice e modella delle foto) e poi aveva continuato con la rivista Realtà proibita (a base di “amore, sangue, sessualità e fortuna”). Angela, ansiosa di rendersi indipendente, volle fondare la propria casa editrice, Astorina, nella cucina dello stesso appartamento in piazzale Cadorna. Il primo numero di Diabolik, con marchio Astorina, ideato da Angela e probabilmente sceneggiato da Pier Carpi, fu disegnato (abbastanza male) dal misterioso Zarcone (“il tedesco” perché era biondo), che si prese i soldi e sparì dopo aver consegnato solo una parte delle tavole. Pare che Sansoni e Carpi gli abbiano teso un agguato nottetempo per costringerlo a finire il lavoro. Dopodiché se ne persero definitivamente le tracce.

Ma l’idea davvero geniale fu di regalare agli impiegati pendolari degli anni del boom, mariti perfetti di mogli perfette, un sogno proibito: identificarsi per un’ora, prima delle vessazioni del capoufficio o dei problemi di economia domestica, con un eroe nero, personificazione del crollo di tutti i freni inibitori. Il mito vuole che l’idea di Diabolik sia venuta ad Angela dopo aver trovato nello scompartimento di un treno un volume di Fantomas (secondo altri sarebbe stato il marito a portare alcuni romanzi di Fantomas direttamente da Parigi).1

Chi è Fantomas? «Nella letteratura popolare Fantomas ha bene applicato la lezione di Sade, quella della volontà libera, autonoma e fiammeggiante, ferocemente individualista, tesa alla conquista del desiderio con ogni mezzo». A dirlo così bene è Emilio de’ Rossignoli, insieme a Pier Carpi tra gli autori della rivista Horror di Gino Sansoni. Riannodiamo così il filo che lega questi personaggi e leggiamo l’eccezionale articolo tratto dal numero 2 di Horror (gennaio 1970): Fantomas, come Diabolik, cambia identità, è inafferrabile, agisce unicamente per il proprio interesse, rappresenta «la fine della sicurezza, del conto in banca, della pace». Ma è molto più oscuro: incarna un Male assoluto.

  1. Queste e altre notizie nelle ottime introduzioni alla serie Diabolik. Le origini del mito pubblicata nel 2008 da «La Gazzetta dello Sport» in collaborazione con Panini Comics.

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