Horror

Specchio… specchio delle mie brame…

Antoine Wiertz, "La belle Rosine", 1847. Bruxelles, Musée Wiertz. Antoine Wiertz, "La belle Rosine", 1847. Bruxelles, Musée Wiertz.

Nel dicembre del 1969 uscì nelle edicole il primo numero di Horror, rivista mensile edita da Gino Sansoni e a cura di Pier Carpi e Alfredo Castelli. Gino Sansoni, "Editore emancipato", come si autodefinisce nei crediti, fu sposato (poi separato) con Angela Giussani, l'autrice di Diabolik insieme alla sorella Luciana: l'ispettore Ginko si chiama così perché è "Gino" con l'aggiunta di una k. Pier Carpi, "Genio Professionista", un geniaccio maledetto lo era davvero: scrittore, regista, fumettista con vocazione nera ed esoterica (e massone affiliato alla P2). Alfredo Castelli è oggi noto soprattutto per la serie di Martin Mystère.

Nel 1969 erano giovani e orgogliosi di proclamare il loro manifesto:

"A cavallo tra una mitologia che ci pesa ancora sulle spalle e una mitologia che andiamo costruendo, giorno per giorno senza accorgercene, le storie di Horror tentano di fare il solletico all'intelligenza. E non hanno limiti, tranne quelli infiniti degli autori. I quali sono per lo più giovani o giovanissimi e, lo sbandieriamo con faziosità autarchica, tutti italiani."

Tra questi giovani spavaldi (con loro anche il regista Luigi Cozzi) che descrivono il passato come un peso sulle spalle e non si pongono limiti, spicca un cinquantenne erudito, "uno dei più qualificati esperti italiani di magia e misteriosofia", guest star della rivista: Emilio de' Rossignoli. Il suo tono riflessivo e a tratti malinconico arricchisce per contrasto e completa gli altri contenuti (validissimi) del periodico (sul primo numero, la storia a fumetti di Pier Carpi illustrata da Marco Rostagno, un incubo a occhi aperti in una Milano onirica posseduta dai suoi miti, dalla peste manzoniana a Leonardo da Vinci, è splendida).

La prima serie di Horror fu pubblicata fino al novembre 1971 (22 numeri). Nel 1972 uscì una seconda serie (10 numeri).

Godiamoci dunque l'articolo di Emilio de' Rossignoli pubblicato sul numero 1 di Horror, una carrellata mozzafiato densissima ma leggera, con chiusura mesta e toccante, come tipico suo.

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