Una scoppiettante sarabanda in tonalità surreal-macabro-minore, con frequenti passaggi in ironico-maggiore ed un leitmotiv melodico brillantemente cantato in prima persona singolare. Fuochi d'artificio d'uno stile che è pazzescamente limpido e smagliante – da un lato – quanto colorito e complesso dall'altro.

Vernon Sullivan non è certo famoso per questo romanzo. In linea di massima non è famoso per nulla, ma se aggiungiamo che Vernon Sullivan è lo pseudonimo con cui Boris Vian scrisse quattro romanzi, le cose cambiano.

Ghislain de Diesbach, scrittore e biografo francese, discendente da una nobile famiglia svizzera, è conosciuto ai più per l'ottima ma antipaticissima biografia di Marcel Proust e come "curioso" di altre personalità, come la Principessa Bibesco o la signora dei salotti Madame de Staël.

«Ci si scambia una quantità di idee, ma le idee non mi interessano. Perché non ci si dovrebbe scambiare i sogni e specialmente i brutti sogni? Si possono benissimo portare in due i brutti sogni, i brutti sogni sono pesanti. Molto spesso le idee si addizionano come i numeri. Mentre i sogni o si combinano o non si combinano, vera chimica».

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