Fantascienza
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Fantascienza (40)

Una spedizione archeologica torna da una lunga e tormentata campagna di scavi nel deserto dei Gobi, recando una cassa contenente preziosissimi reperti che, a detta dei suoi membri, potrebbe contribuire a riscrivere il passato e forse anche il futuro della Storia dell'Umanità: le testimonianze di una guerra tra i primi uomini e una misteriosa stirpe di "stregoni", dotati della capacità di trasformarsi in grandi predatori che, forse, non si è mai del tutto estinta.

Niente funziona meglio di un vecchio disco per viaggiare indietro nel tempo, tornare all’epoca in cui è stato inciso o in cui l’abbiamo sentito per la prima volta. L’età in cui la musica che ascoltiamo lascia un’impronta più decisiva è sicuramente l’adolescenza; nel caso di Lewis Shiner e Ray Shackleford, rispettivamente autore e protagonista di Visioni Rock (il titolo originale è Glimpses, lo stesso di un oscuro brano degli Yardbirds), questa età è coincisa con gli anni sessanta, una sorta di adolescenza sociale, musicale e culturale, una stagione ricca di eccitanti scoperte e di promesse.

Il tam-tam tra appassionati di fantascienza funziona ancora e così anche un vecchio romanzo come questo, di un autore stimato (ha avuto presentazioni da Asimov) ma che non ha mai creato grandiosi cicli o vinto premi Hugo – ed è scomparso da molti anni – ha un suo seguito. Finalmente ho potuto gustarlo: difficile anticipare la trama senza rovinarla; prendiamola alla larga e diciamo che i romanzi di Oliver hanno una solida e lineare narrazione e nascono in ambienti aperti (la savana africana delle Rive di un altro mare, qui l'alta montagna USA: 4000 mt!), in paesaggi che immagino aridi e polverosi, con un protagonista solitario... sarà perché Oliver era texano?

John Barth nasce nel 1930 a Cambridge, nel Maryland. In Italia è conosciuto più come teorico e professore universitario che come scrittore, ignorando il ruolo di primo piano che ebbe nell'ambito della letteratura nord-americana del secolo scorso, grazie a opere originali e mai banali che colpirono non poco sia la critica che il pubblico.Tra queste spicca Giles ragazzo-capra, quarto romanzo dell'autore: scritto nel 1966 e pubblicato in Italia da Rizzoli nel 1972 nella collana Scala, è oggi pressoché dimenticato, con sommo rammarico dello scrivente e di un nugolo di appassionati, visto che il titolo risulta presente in molte "liste" di libri da ristampare che circolano in rete.

Colpito dall'acutezza dei temi trattati in Esperimento Donna, e interessato alle "radici della fantascienza italiana", ho voluto proseguire la riscoperta di questa autrice.

È il primo romanzo di Matheson che leggo, quindi non posso valutare l'autore. Romanzo e racconti però fanno capire che Richard Matheson è uno di quegli autori che non vuole uscire dal genere che si è scelto, ma preferisce arricchirlo di spunti e di aperture.

Una scoppiettante sarabanda in tonalità surreal-macabro-minore, con frequenti passaggi in ironico-maggiore ed un leitmotiv melodico brillantemente cantato in prima persona singolare. Fuochi d'artificio d'uno stile che è pazzescamente limpido e smagliante – da un lato – quanto colorito e complesso dall'altro.

Un lettore di fantascienza è per definizione un "nuovista", appassionato del futuro; ma al tempo stesso, per ragioni storiche, un cospicuo sottogruppo dei lettori di fantascienza italiani ha raggiunto e superato la mezza età. Ne consegue un continuo conflitto tra sostenitori del libro digitale e del libro cartaceo, che raggiunge sottigliezze degne delle diatribe tra monofisiti e manichei: Vuoi mettere che con il digitale puoi associare la copertina (digitale) che vuoi? – Sì, ma non sarà mai una copertina dipinta da Karel Thole, anche un po’ ingiallita, non credi?

Tra le mille collane di fantascienza nate, e purtroppo poi non vissute a lungo, negli anni '70, i tascabili Longanesi spiccano per qualità e per le copertine di Oliviero Berni: Zelazny, Delany, Ballard... e antologie importate dagli USA, al livello di quelle che Urania proponeva fino a qualche anno prima, se non superiore (come nel caso della preziosa Domani andrà meglio, nella stessa collana).
Questo Sorriso metallico, dalla copertina tra l'angosciante e il sardonico, non è da meno. Il classico tema del rapporto tra uomini e robot (androidi e semplici computer compresi) viene esplorato in ogni sfumatura: servo che si ribella, che ci controlla, che si sostituisce a noi, o che condivide le stesse angosce.

«Ogni Conflitto Sociale è lo scontro di tre forze fra di loro contrastanti: l'Ordine Costituito, l'opposizione che cerca di rovesciare l'ordine esistente e sostituirlo con uno proprio, e la tendenza all'aumento dell'Entropia Sociale, tendenza che ogni Conflitto Sociale genera, e alla quale, in questo contesto, si può pensare come alla forza del Caos».

 Gregor Markowitz, Teoria dell'Entropia Sociale

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