Fantascienza

Visioni rock, di Lewis Shiner

Niente funziona meglio di un vecchio disco per viaggiare indietro nel tempo, tornare all’epoca in cui è stato inciso o in cui l’abbiamo sentito per la prima volta. L’età in cui la musica che ascoltiamo lascia un’impronta più decisiva è sicuramente l’adolescenza; nel caso di Lewis Shiner e Ray Shackleford, rispettivamente autore e protagonista di Visioni Rock (il titolo originale è Glimpses, lo stesso di un oscuro brano degli Yardbirds), questa età è coincisa con gli anni sessanta, una sorta di adolescenza sociale, musicale e culturale, una stagione ricca di eccitanti scoperte e di promesse.

Nel Novembre del 1988 le promesse sono già state ampiamente disattese, negli Stati Uniti George Bush senior è appena stato eletto presidente, Ray Shackleford porta ancora i capelli lunghi ma ha quasi 38 anni, il suo matrimonio è in crisi ed ha appena saputo della morte di suo padre, in circostanze che fanno pensare ad un suicidio. Ray ama la musica, la band in cui suonava la batteria da ragazzo non è riuscita a sfondare ed ora lui ripara impianti stereo, quindi si occupa già in qualche modo di “far suonare i dischi bene”. Riascolta Let it be, uno degli album che meglio simboleggiano la fine di un’era, e si chiede se e come le cose sarebbero potuto andare diversamente. Se i Beatles non si fossero sciolti? Se avessero continuato a collaborare fra di loro e con George Martin, anziché affidare i loro provini alla produzione posticcia di Phil Spector? Ray evoca le circostanze in cui avrebbe potuto vedere la luce Get back, il disco che McCartney vedeva come una sorta di ritorno alle origini; scopre di riuscire non solo a sentire con precisione le canzoni nella sua testa ma anche, incredibilmente, a farle suonare attraverso gli amplificatori ed inciderle su nastro.

Questa sconcertante facoltà non trova spiegazione in questo che, più che fantascientifico, si può considerare un romanzo mainstream con elementi fantastici, improbabili ma inseriti con perfetta coerenza e raccontati con dettagliato realismo. Ray intraprende un travagliato cammino di maturazione e tardiva crescita, anche grazie all’interazione con dei musicisti che hanno sofferto come lui di un rapporto molto difficile con la figura paterna: il sensuale ed aggressivo Jim Morrison, l’infantile e sensibile Brian Wilson, dei Beach Boys, il fantasioso e tormentato Jimi Hendrix. Li incontra, o sogna di farlo, e diventa loro amico per convincerli ed aiutarli a terminare i loro dischi incompiuti, nell’ingenua convinzione di poter migliorare il presente “riparando” il passato. Personaggi e luoghi che hanno animato la stagione più creativa della musica rock sono descritti in maniera suggestiva e convincente.

Le rockstar, vive o morte che siano, abitano un immaginario comune così popolare da trovarsi perfettamente a loro agio in questa dimensione letteraria. Glimpses è una sorta di versione ampliata del racconto Voodoo Child, sempre di Shiner, ma ci sono anche altri precedenti. L’antologia italiana di racconti e fumetti L’hotel dei cuori spezzati (Gammalibri, 1984) proclamava di aver inventato la rock-fiction, l’approccio fu troppo amatoriale ma ci sono alcune pagine discrete. Prima ancora Michael Moorcock scrisse un racconto con protagonista un redivivo Hendrix.

Lewis Shiner non è un genio incompreso, ma un buon narratore che parla di cose che ama e conosce bene, sulle quali si è documentato a fondo. L’altro suo romanzo tradotto in italiano, Desolate città del cuore (Deserted cities of the heart, ancora una canzone sixties, stavolta dei Cream), contiene più o meno gli stessi ingredienti, mescolati però in maniera più confusa: musica rock, viaggi nel tempo, esperienze psichedeliche, idealismo tardo-hippie… Pare che anche il nuovo ed elaborato lavoro sul quale è ora all’opera cerchi una risposta al quesito: come ha potuto la generazione che credeva nel peace and love arrendersi così clamorosamenteal profitto ed al consumo più sfrenati?

Visioni Rock racconta di un sogno e di un difficile risveglio. È doppiamente attraente per chi ama sia la narrativa che la musica, coglie alla perfezione alcuni aspetti ben noti al musicofilo, compresa la sensazione di trovarsi in intimità con gli artisti che si ammirano, o quella, ancor più stravagante e molto adolescenziale, che la musica sia in qualche modo la cosa più solida e reale della vita quando questa sembra non appartenerci più. E’ un classico libro di culto; non lo si trova facilmente e questo mi fa credere che ci ce l’ha se lo voglia tenere stretto. In questo momento su eBay c’è un burlone che lo vende e 60 euro. Mi ha invogliato a rispolverare più di un vecchio LP ed mi ha spinto anche a rivalutare i Beach Boys del periodo Pet sounds, che ho sempre trovato un po’ troppo leggerini.

Sia Ray Shackleford che Lewis Shiner mi stanno molto simpatici, avrei voglia di bermi una birra con loro per parlare di musica e non solo. Alla fine del romanzo Ray invita i lettori che abbiano bisogno di qualcuno che aggiusti loro lo stereo a cercarlo sull’elenco del telefono, quindi, siccome Lewis Shiner ha un profilo su Facebook, ho deciso che gli scrivo…

Scheda del libro:

  • Titolo: Visioni rock
  • Collana: Avantpop
  • Autore: Lewis Shiner
  • Traduttore: Fefè Simona
  • Pagine: 320
  • Editore: Fanucci
  • Anno: 1999

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