Fantascienza

Tre millimetri al giorno, di Richard Matheson

La cover del libro di Karel Thole La cover del libro di Karel Thole

È il primo romanzo di Matheson che leggo, quindi non posso valutare l'autore. Romanzo e racconti però fanno capire che Richard Matheson è uno di quegli autori che non vuole uscire dal genere che si è scelto, ma preferisce arricchirlo di spunti e di aperture.

Tre millimetri al giorno, infatti, sarebbe l'equivalente di un perfetto B-movie: intenso, concentrato su una sola idea o trovata, economico nei mezzi. Matheson sceglie però un "montaggio alternato": racconta gli ultimi giorni di vita del minuscolo protagonista alternandoli a continui, progressivi flashback che descrivono il suo calvario di rimpicciolimento. Ottima idea: mentre la "presa diretta" è un'avventura, tesa allo spasimo, di sopravvivenza e vittoria in una cantina diventata una landa ostile (con echi degli Uomini nei muri: ma qui la cantina è umana, i giganti ostili sua moglie e sua figlia!), i flashback sono uno strazio psicologico, un'umiliazione continua. La continua alternanza tra i diversi stati d'animo permette all'autore di mantenere tensione fino alla fine del romanzo, nonostante la trama sia in fondo semplice: la riduzione di dimensioni del protagonista, a un ritmo perfettamente regolare di tre millimetri al giorno ("3 ottavi di pollice" nell'originale).

Si sa che la narrativa popolare e pulp spesso è ufficiosamente autorizzata a esprimere le realtà e le pulsioni proibite ai media ufficiali. Qui il nostro protagonista "diminuente" viene spesso scambiato per un bambino: ma questo non comporta protezione o uno sguardo privilegiato sulle cose, bensì che subisca prima le attenzioni di un colto pederasta, poi le prepotenze di un gruppo di teppisti; il tutto mentre la lontananza fisica della moglie, la forzata astinenza sessuale e i problemi economici dovuti alla sua "disabilità" lo attanagliano.

Al tempo stesso, il romanzo esprime i desideri poco ortodossi imposti dalla situazione al protagonista: la "Lolita" baby sitter della figlia, spiata dalla cantina ("sarà maggiorenne?": ha 16 anni); la notte d'amore con una sua pari finalmente trovata: la nana di un circo, che lo ospita nel suo carrozzone (il circo e i suoi freaks: fonte di mistero e magiche soluzioni ai problemi umani, prima ancora di Sturgeon e Bradbury!).

Viene da dire che solo nella sfida finale al ragno "gigante" che lo perseguita, il protagonista ritrovi finalmente la sua vera dignità di uomo, perduta quando per mantenere la famiglia aveva dovuto vendere ai rotocalchi la sua immagine di fenomeno da baraccone. Non per niente è l'immagine topica della storia, ripresa da tutte le copertine (le due di Thole, poi Segrelles, ecc.) tranne alcune inguardabili.

Matheson ci mostra insomma il volto in ombra dell'America degli anni '50, lontano dalle idealizzazioni successive.

Non sono un esperto di horror, Matheson mi appare come il padre di Stephen King: capace di mostrarci l'orrore nascosto nella vita quotidiana, pronto a manifestarsi non appena deviamo dalla norma, magari inconsapevolmente. Tuttavia Matheson, uomo degli anni '40 e '50, è crudele con i suoi personaggi, ma non sadico come lo sarà King con i suoi: lascia loro un minimo di dignità, anzi la sua è anche la storia di come difendere e preservare la propria dignità quando tutto congiura a farla perdere.
Lo vediamo in racconti come il leggendario Duel da cui Spielberg trasse il suo secondo fortunato film (ma era già tutto pronto nel racconto!): il protagonista, umiliato dalla presenza di un misterioso camion, potrebbe ritirarsi, ma in fondo accetta la sfida mortale; in The test, presente anche nelle Meraviglie del possibile, dove più che l'analisi di una società che cerca di sopprimere gli anziani, conta lo stato d'animo con cui il vecchio di casa affronta quella che potrebbe essere la sua ultima prova, in mezzo alle ipocrite attenzioni del debole figlio e della infida nuora (c'è un magnifico utilizzo del non detto).

Inoltre, quello di Richard Matheson è un horror vicino alla fantascienza, dove un piccolo scarto dal comportamento quotidiano viene studiato razionalmente nelle sue catastrofiche conseguenze, come in Button, button, Mantage, Shoofly; o in racconti non strettamente di fantascienza ma di degenerazione sociale, come The distributor.

In Nightmare at 20,000 feet, Matheson gioca con la sospensione dell'incredulità da parte del lettore: sarà vero soprannaturale od ordinaria follia del protagonista?
Anche dove il soprannaturale c'è davvero, è ricondotto nei rigidi meccanismi della "società del benessere", o meglio del boom economico: in The holiday man, l'uomo che per lavoro sogna i disastri che avvengono nelle vacanze – di fatto causandoli! – è un travet come un altro, di una misteriosa organizzazione. In By Appointment only, breve racconto del vudù, esotico farebbe rima con erotico: l'incantatrice caraibica, complice del marito, è descritta anche come oggetto delle sue voglie disinibite, insolite in un racconto dell'epoca. Ma anche queste energie vengono convogliate in un meccanismo di sfruttamento commerciale.

Scheda del libro:

  • Titolo: Tre millimetri al giorno
  • Collana: Urania, n. 277
  • Autore: Richard Matheson
  • Pagine: 143
  • Editore: Arnoldo Mondadori
  • Anno: 1962

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