Fantascienza

Sette chiavi per l’ignoto, di AA.VV.

Tra gli appassionati di fantascienza ferve, sempre pronto a riaccendersi, il dibattito sul ruolo storico di Urania: diffusione della sf fino a livelli di popolarità eccezionali negli anni '70, o chiusura della medesima in un ghetto, da cui non è più riuscita a uscire una volta che, cessata la spinta della corsa allo spazio e l'influenza della guerra fredda, era necessaria una trasformazione?

Comunque sia, alcuni meriti di questa collana sono agli atti; tra questi, l'aver dato la massima esposizione possibile a un genio dell'illustrazione come Karel Thole e l'aver prodotto una cospicua serie di ottime antologie a tema.
Questa è uno dei migliori esempi, dedicata all'evasione verso l'ignoto: partiamo proprio dalla copertina, dove Thole rivaleggia con successo con Dalì. I racconti contenuti sono altrettanto psichedelici.
Alcuni riescono a mostrarci come solo un sottile diaframma separi la nostra vita quotidiana dall'ignoto: è il caso di Evasione nell'assurdo (It could be anything), il racconto di apertura, dove un autore minore come Keith Laumer crea la perfetta rappresentazione di un incubo. Un ragazzo abbandona la sua noiosa cittadina di provincia e prende il treno per cercare un'altra vita in città, ma i binari si interrompono in mezzo alla prateria: soltanto all'orizzonte sembra apparire una città... Letto da ragazzino, questo racconto contribuì molto al sospetto, che non mi ha più lasciato, che la realtà intorno a noi sia solo un'illusione, a copertura di tutt'altro.

Lo stesso vale per Il sobborgo dimenticato (The commuter) di Dick: un gioiello tra i suoi racconti, dove la banale esperienza di un pendolare diventa incubo metafisico. Un paio di mesi fa il trenino del Passante che mi portava in Brianza sembrò fermarsi in mezzo ai prati... mi sentii subito intrappolato in questo racconto!

Anche Evasione e ritorno (The way home) comincia con un ragazzo che vuole abbandonare la sua noiosa cittadina di provincia: la delicata e geniale sensibilità di Theodore Sturgeon gli farà percorrere molta strada, ma tutta interiore.
Naturalmente l'evasione è soprattutto verso realtà non ancora immaginate. Evasione nella droga (Neutral ground) di Norman Spinrad è un suggestivo esempio di quando "la droga" (qui assunta come farmaco, nell'ambito di un progetto scientifico) era considerata una possibile porta verso altre dimensioni... e i loro abitatori: forse immaginari, forse reali.

Anche nel proprio inconscio si possono scoprire paesaggi ignoti, e persino incontrare altri viaggiatori dal mondo esterno: così nell'onirico Viaggio sul fiume (On the river) di Robert F. Young, autore minore e tutto sommato comprensibilmente dimenticato; aveva però una sua caratteristica vena lirica e crepuscolare. Nella vita faceva il bidello; Galassia pubblicò una sua raccolta.

La struggente Evasione tra i mostri (By the seawall) di Silverberg chiude la raccolta con la vicenda di un robot che vuole essere come gli umani: il problema è che l'umanità vive protetta da un'immensa muraglia, costruita per tenere lontani i mostri smisurati che popolano l'oceano, frutto di radiazioni. Ma la sicurezza completa non soddisfa l'uomo: comincia così il fenomeno dei suicidi che si danno in pasto ai mostri pur di affrontare l'ignoto. E il nostro robot è uno di quelli incaricati di pattugliare la muraglia, anche per impedire i suicidii (tutti i robot nel racconto hanno nomi di profeti biblici: forse valeva la pena tradurli, perché si capisse meglio l'allusione).

In appendice, anche se non fa parte dell'antologia vera e propria, Guardando in giù, onirico racconto di tal Jack Sharkey.

Scheda del libro:

  • Titolo: Sette chiavi per l’ignoto
  • Collana: Urania, n. 466
  • Autore: AA.VV.
  • Pagine: 144
  • Editore: Mondadori
  • Anno: 1967

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