Fantascienza

Schiavi degli invisibili, di Eric Frank Russell

Noi ci entusiasmiamo davanti agli spettacoli della natura e davanti alle opere dell’uomo... ma non ci rendiamo conto di vedere solo una piccola parte della realtà esistente. Cosa vedremmo, se come gli insetti fossimo sensibili agli infrarossi? Cosa si nasconde in altre bande ancora? Cosa c’è dietro la “sinistra barriera” costituita dai limiti della nostra vista?

Questi interrogativi nascono da una delle tante brillanti intuizioni di Charles Fort, autore del Libro dei dannati, ispiratore di questo romanzo come di Cristalli sognanti di Sturgeon (e, tanti anni dopo, “maestro” di Peter Kolosimo). Per restare in tema, We are property, “siamo proprietà altrui”, era una delle sue idee per spiegare i mille fatti inspiegabili che raccoglieva nelle cronache di tutto il mondo.

Benvenuti nella fantascienza dell’età d’oro! Da qui veniamo tutti... Ma il romanzo che lanciò la carriera di Eric Frank Russell si avvia come un giallo: un brillante operativo dell’FBI si rende conto che si stanno suicidando un po’ troppi scienziati, per di più in contatto tra loro: insomma, sembrano condividere un segreto scottante.

L’autore, nonostante sia britannico, fa di tutto per sembrare l’Hammett della fantascienza hard-boiled: e così abbiamo uno stile diretto, un po’ legnoso ma efficace, persino greve nelle descrizioni sanguinolente: insomma, un vero autore pulp che prende e non molla. Slang poliziesco, inseguimenti in auto (volanti), cinismo a volontà (uno scienziato amico del protagonista “cade” da una finestra: le condizioni del cadavere vengono descritte in dettaglio. In seguito gli chiedono se è stata fatta l’autopsia: «ma non si può fare a fette la carne trita!») e naturalmente pupe (la biologa che più e più volte mette le sue indagini sulla strada giusta: «perché mai avrei dovuto considerare professionalmente quella tipa così curvacea?»).

Quando vola a visitare l’ultimo scienziato superstite, l’intera città dove questi si trova, Silver City, viene colpita da un’esplosione che sembra atomica; e qui i dettagli splatter abbondano: un cadavere ha la testa come lessa e fumante; una mano è infissa sulla cancellata di una casa e due giorni dopo «stava ancora salutando il cielo». Solo un sopravvissuto potrebbe sapere qualcosa, ma è in agonia, con il 90% del corpo ustionato: «abbiamo mezzi persuasivi per farti parlare»... e così l’ultimo scienziato, sopravvissuto a tutti gli attentati, viene ritrovato.

Il pericolo che incombe sull’umanità viene finalmente conosciuto, anche se inizialmente da poche persone; è un nemico che può leggere il pensiero, quindi coloro che ne sono al corrente non possono nemmeno permettersi di dormire, per non tradirsi!

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Per fortuna, in breve tempo scatta la rivolta dell’umanità contro gli oppressori, i "Vitoni": poche pagine di respiro epico danno l’idea dell’organizzazione mondiale, letteralmente sotterranea, che il governo e le poche persone consapevoli riescono a mettere a punto, rischiando e spesso perdendo la vita, per diffondere l’allarme, anche se una parte della stampa si dedica a deridere questi sforzi... Si sente il ricordo della guerra vera appena conclusa.

Ai tentativi di riscossa dell’umanità, i Vitoni rispondono con un’ecatombe, pronti a sacrificare persino una parte del loro gregge, pur di mantenere il controllo totale. L’agonia degli uomini, del resto, è il loro nutrimento; oltre alle uccisioni mirate messe in atto finora, sono in grado di mettere una parte dell’umanità contro l’altra.

Anche qui i ricordi della Seconda Guerra Mondiale sono forti: la psicologia delle masse, il fanatismo asiatico, l’invasione degli USA.

L’ultimo stadio dell’offensiva è il rapimento e condizionamento di esseri umani: è una scena da Gustave Dorè quella in cui, tra le rovine di Manhattan, decine di persone vengono prelevate contemporaneamente e sollevate chissà dove tra le nuvole... subiranno un lavaggio del cervello che li renderà automi al servizio dei Vitoni.

La vittoria dell’umanità arriverà dopo molti sacrifici, ma fin troppo presto per il lettore, che vorrebbe magari sapere di più: chi erano veramente i Vitoni, alieni o nostri vicini da sempre? Verranno sterminati o si raggiungerà una convivenza?

Ma no: siamo negli anni ’40, e quel che conta è il finale rosa. Il nostro eroe coglie finalmente il premio: la sua amica dottoressa Curtis (la «ragazza curvilinea») ammette di averlo sempre desiderato. Seguono tra i due dialoghi imbarazzanti: in confronto le scene sentimentali dei racconti di Asimov sembrano tratte da Francis Scott Fitzgerald. O forse eravamo davvero così?

Scheda del libro:

  • Titolo: Schiavi degli invisibili
  • Collana: I romanzi di Urania n.7
  • Autore: Eric Frank Russell
  • Traduttore: Patrizio Dalloro
  • Pagine: 160
  • Editore: Mondadori
  • Anno: 1953

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