Fantascienza

La sepoltura, di Gianni Montanari

La cover del libro La cover del libro

Negli anni Sessanta la premiata ditta Fruttero & Lucentini se ne uscì con una battuta poi rimasta negli annali della fantascienza: «Un disco volante non può atterrare a Lucca». Questa la chiosa con cui chiudevo la recensione di Pulsatilla sexuata e con la quale voglio cominciare a parlare de La sepoltura di Gianni Montanari.

Nato a Piacenza nel 1949, Montanari è una delle figure di riferimento della fantascienza italiana, non solo per i molti libri da lui scritti, ma anche per la curatela della collana Urania, guidata dal 1985 al 1990, quando subentrò al duo… Fruttero & Lucentini.

Gianni Montanari e Fruttero-Lucentini, destini che si incrociano come in un libro di science fiction e che ruzzolano a Milano, sede della Mondadori e quinta della storia immaginata da Montanari nel 1973. Non Lucca, quindi, ma la città più cosmopolita d’Italia, già teatro di due capolavori come H come Milano (Longanesi 1965) del “nostro” Emilio De' Rossignoli e de Il cavallo venduto (Rizzoli 1963) di Giorgio Scerbanenco, nei quali ci viene descritta un’Italia post catastrofe, alle prese con i problemi della sopravvivenza quotidiana. In un’ipotetica “trilogia della città di Milano”, priva di considerazioni legate alla data di stesura (Il cavallo venduto fu scritto nel 1944 e pubblicato quasi due decadi dopo1), potremmo considerare H come Milano come il primo volume, Il cavallo venduto come il secondo e La sepoltura come l’ultimo atto di un percorso meneghino legato alla fantascienza: imminenza della bomba prima, uno sguardo avanti sulla catastrofe a fare da interludio, gran finale psicologico a chiosa di tutto. Rispetto ai duei predecessori, figli diretti di una guerra, La sepoltura si pone su un livello diverso, più sociologico e con evidenti connotazioni politiche post sessantottine.

La Milano immaginata da Montanari non è una città dilaniata dalla catastrofe, anche se il probelma della sopravvivenza è pur sempre centrale e la morte è un elemento cardine, sia per gli elementi che compongono lo sfondo che per il protagonista. Quest’ultimo, dopo otto anni di allontanamento volontario dall’Italia, decide di tornare nel belpaese per sistemare i conti in sospeso con il passato: incontrare vecchi amici, i luoghi di un tempo, accorgersi che nulla potrà tornare come prima.

Montanari si muove sui binari del quotidiano, portando il romanzo verso gli stilemi della fantascienza neorealista2 e coinvolgendo un ordine assai complesso di fattori: dalla politica alla religione, dalla tematica dell’odio a quella dell’inazione, dal senso di appartenenza a quello del luogo. Se ne Il cavallo venduto tutti vogliono raggiungere Milano, ne La sepoltura avviene l’esatto contrario: la città della Madonnina è un posto da cui fuggire. Le prime pagine sono sintomatiche, con code di auto in uscita e un piccolo incidente tra una Ford Taunus e un’Alfa Giulia a cui nessuno presta attenzione, ma che portano il lettore dietro la porta di casa, lontano da Marte ma vicino alla propria casetta. Il male può essere ovunque, fermo restando che lo si possa cogliere. Cosa lo differenzia dal bene? Montanari sviluppa il romanzo attorno a questa domanda, allargando il tiro ben oltre i confini della fantascienza classica. In un’Italia alle prese con i postumi del ‘68, i cui protagonisti sono stati barbaramente messi a tacere, un uomo decide di uccidere il padre, colpevole di aver denunciato la madre, rea di essere una “mentale”, condannandola a un campo di internamento e alla lobotomia. Non è un caso che da una città così, dove la delazione è all’ordine del giorno, si voglia fuggire. Non è un caso che i mentali vengano combattuti. La sepoltura ci mostra un paese in preda alla stessa paura che governa ogni nazione: nessuno vuole essere uno di 'quelli', nessuno vuole sentirsi portar via il cervello da un bisturi. Eppure non c'è persona al mondo che li conosca, che sappia perché sono diventati così. Nessuno li vuole, perché tutti possono essere come loro un giorno. E fino ad allora, l'odio e il terrore sono il pane quotidiano con cui convivere. Chiunque potrebbe diventare, da un giorno all’altro, un reietto. La storia è nota e la conosciamo per averla vissuta tante volte anche fuori dalle pagine di carta: famigliari, amici, vicini di casa e semplici conoscenti, la denuncia potrebbe arrivare da un momento all’altro, senza sapere da dove giunga. Nel nostro caso, un marito “segnala” la moglie alle forze dell’ordine, senza un motivo apparente, senza una spiegazione, forse perché semplicemente… diversa. Detto questo, siamo ancora tutti convinti che si tratti di un “banale” libro di fantascienza?

Gianni Montanari è indubbiamente uno scrittore lontano dagli schemi classici della fantascienza, capace di offire a metà degli anni Settanta qualcosa di nuovo e di diverso dalla narrativa imperante in quel periodo. Lo fece non solo come scrittore ma anche con altri ruoli, non meno importanti: direttore di Galassia e Science Fiction Book Club (con Vittorio Curtoni dal 1970 al 1974, poi da solo fino al 1978) e della collana Fantapocket (Longanesi) dal 1978 al 1980, trovando anche il tempo di tradurre diversi titoli dall’inglese all’italiano, tra cui le versioni integrali dei primi Ellery Queen e Nero Wolfe. Curioso notare come nel “piccolo” mondo della fantascienza tricolore le coppie abbiano sempre trovato terreno fertile. Tra queste, accanto a De Turris-Fusco e la già citata Fruttero-Lucentini, un ruolo di primissimo piano lo hanno avuto anche Curtoni e Montanari. Tra le pieghe del web3 c’è chi afferma che in Italia si deve proprio a loro due il tentativo di sdoganare la fantascienza dalle solite quattro mura, rendendola in grado di confrontarsi con il resto dei generi letterari. Un’idea forte, che tuttavia la lettura de La sepoltura non può che rendere più plausibile.

  1. Non rimanere soli, di Giorgio Scerbanenco; in appendice: Giorgio Scerbanenco: una cronologia, di Nunzia Monanni. Garzanti, Milano 2007.
  2. La sepoltura, di Gianni Montanari. Presentazione di Vittorio Curtoni.
  3. Dove stiamo volando di Vittorio Curtoni, dal blog di Daniele Barbieri & Alter*

Scheda del libro:

  • Titolo: La sepoltura
  • Collana: Galassia, N. 191
  • Autore: Gianni Montanari
  • Pagine: 158
  • Editore: Casa Editrice La Tribuna, Piacenza
  • Anno: 1973

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