Dopo il manoscritto di Giuseppe Bodini, i richordi di Pietro Ghizzardi e le difficoltà di Nerone, accomunati da una sorta di origine geografica e dal medesimo desiderio di tramandare ai posteri ricordi e considerazioni, rimaniamo in zona per occuparci di Clelia Marchi e del suo lenzuolo.

Nerone, al secolo Sergio Terzi, nasce nel 1939 a Villarotta di Luzzara da una famiglia molto povera. Primo di sette fratelli, si trova spesso a dover mediare tra un padre violento, una madre infelice e molte bocche da sfamare. Nonostante questo, riesce da autodidatta a ritagliarsi un posto di primo piano nel pantheon degli artisti contemporanei, al fianco di alcuni conterranei come Antonio Ligabue e Pietro Ghizzardi. Come quest'ultimo, oltre a essere pittore e scultore di straordinaria forza e suggestione, è anche apprezzato poeta e scrittore. L'analogia con Ghizzardi non termina qua, visto che la loro opera prima è un'autobiografia, che racconta non solo una vita fatta di tribolazioni, ma anche il rapporto con l'arte e le altre persone, la natura e Dio, le donne e il sesso. Molto diversa invece la forma, visto che, a differenza di Ghizzardi, Nerone scrive in italiano. Non è stato facile, questo il titolo della sua opera prima, pubblicata da Vallecchi nel 1978, rappresenta la somma delle difficoltà e delle peripezie che hanno reso l'autore non solo un autentico artista, ma anche una persona dalle straordinarie qualità umane.

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