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L’aspettativa di ritrovamenti meravigliosi anima chiunque sia davvero appassionato di qualcosa. L’eccitazione della scoperta non è un’emozione universale e condivisa, tuttavia è un’emozione con una caratteristica unica: rimane tale e quale dall’infanzia all’età adulta, fino alla vecchiaia. L’appassionato (di libri, nel nostro caso, e di qualsiasi cosa, anche la più strana e marginale) ha un entusiasmo caparbio e sognante di cui gli altri a volte sorridono, senza rendersi conto che questo slancio ingenuo (“infantile” in un senso del tutto positivo e vitale) è una potente risorsa contro le difficoltà, le miserie, i drammi della vita; è un “pieno di cuore” che contrasta il vuoto e la mancanza di senso; è un’arma magica capace di esorcizzare persino la morte. Perché se è vivo il “fanciullino” dentro, la fine di certo è lontana.

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