Realismo
Realismo

Realismo (5)

L’anno nudo è un grande romanzo sovietico, anzi è il romanzo dei soviet, della rivoluzione nel suo deflagrare più intenso, all’acme del suo delirio, la catarsi che voleva portarsi via tutto il vecchio in modo quanto mai drammatico e allo stesso tempo creativo.

Poco più di duecento pagine da leggere il più lentamente possibile e da ricominciare subito dal principio una volta arrivati alla fine, in un ciclo immersivo che diventa esercizio spirituale.
Il soldato Tamura stava di vedetta sul mio scaffale da un paio d'anni, comprato così, spinta da quell'attrazione che agli amanti di libri fa fare tanti acquisti sbagliati, ma che nel tempo si trasforma in infallibile istinto. Poi ho letto della presentazione a Venezia del film Nobi (Fuochi nella pianura) di Shinya Tsukamoto (consacrato dal dirompente Tetsuo, con le allucinanti trasformazioni della carne in metallo) e al primo pensiero ("Voglio vederlo!") ne è subito seguito un altro: "Il nome del protagonista, Tamura, mi ricorda qualcosa...". Ho pensato che potesse essere tratto da quel libro mai aperto ed è venuto il suo momento. Così, fatalmente, si inanellano le piccole, grandi gioie del cacciatore di bellezze nascoste.

I superflui, di Dante Arfelli

I superflui manca dagli scaffali dal 1994, anche se probabilmente molti tra voi avranno il piacere di trovarlo tra i libri dei genitori, se non tra quelli dei nonni, vista l'enorme diffusione che ebbe ai tempi della prima edizione. Opera prima di Dante Arfelli, scritta a 28 anni e uscita nel 1949, capace di vendere centomila copie in Italia e addirittura ottocentomila negli Stati Uniti, oltre a vincere nello stesso anno il Premio Venezia (antenato dell'attuale Campiello) nella sezione inediti.

«Ci si scambia una quantità di idee, ma le idee non mi interessano. Perché non ci si dovrebbe scambiare i sogni e specialmente i brutti sogni? Si possono benissimo portare in due i brutti sogni, i brutti sogni sono pesanti. Molto spesso le idee si addizionano come i numeri. Mentre i sogni o si combinano o non si combinano, vera chimica».

Charles William Goyen (1918-1983) nasce a Trinity, in Texas. Il Sud degli Stati Uniti rimarrà sempre il paesaggio fondamentale e imprescindibile in cui vivranno i suoi personaggi e le sue storie. Goyen conoscerà fortuna principalmente in Europa, tanto da considerare la propria sensibilità di tipo europeo1. Anche se non riuscirà mai a mantenersi con la sola scrittura, i suoi libri verranno stampati e ristampati nel vecchio continente. In Italia, solo La casa in un soffio e i due terzi delle raccolte dei suoi pregevoli racconti, Il fantasma e la carne e Se avessi cento bocche, editi da Theoria, su cui sarà necessario tornare.

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