Thriller

Dentro la notte, di Cornell Woolrich (completato da Lawrence Block)

La cover del libro La cover del libro

Nel 1987 lo scrittore di crime fiction Lawrence Block viene chiamato a completare, con un finale che trovo francamente incoerente e frettoloso, un romanzo lasciato incompleto dal suo illustre predecessore Cornell Woolrich, morto diciannove anni prima. Lo si può quindi considerare come il libro dell’addio definitivo di Woolrich; Dentro la notte è un titolo quanto mai idoneo ad un commiato, tanto più che stiamo parlando di un autore che non ha fatto altro che scandagliare l’oscurità, descriverla in tutte le sue più cupe sfumature.

Malgrado i suoi romanzi nel nostro paese vengano classificati come “gialli”, il colore preferito di Woolrich era sicuramente il nero, così ricorrente nei suoi titoli. C’è una misteriosa complicità che lega il lettore ad uno scrittore, anche quando sa che questo non gli racconterà nulla di piacevole e rassicurante, ma gli terrà comunque l’attenzione fin troppo desta fino all’ultima riga. Storia dopo storia ci si accorge di ritrovarsi sempre nello stesso mondo privo di luce. In questo come in altri romanzi o racconti di Woolrich ci sono alcuni protagonisti impersonali ricorrenti:

  • La città, non intesa come comunità di persone ma come sciame di individui privi di direzione, che si incrociano senza mai incontrarsi, afflitti spesso da segreti inconfessabili e dalla più tragica forma di solitudine, quella di chi è isolato fra la folla; la città come simbolo del caos e dell’indifferenza. L’amore non trova spazio, è presente solo come velleità, o come un equivoco destinato a portare solo ad ulteriori sofferenze. Woolrich tinge di nero anche il rosa. Che cos’è l’amore se non impossibilità, se non il protendersi verso un’illusione?, questa frase emblematica è posta quasi in chiusura del bellissimo Appuntamenti in nero.
  • Il tempo, che è sempre avverso e scorre sempre in maniera sbagliata, o troppo precipitosa, trasformando la vita delle persone in un drammatico ed inesorabile conto alla rovescia, oppure troppo lenta, dilatandosi in attimi eterni ed angoscianti di pura tensione, nei quali il lettore spera che succeda qualsiasi cosa, anche un delitto, pur di poter tirare il fiato. Woolrich non era un grande giallista, i suoi intrighi sono spesso semplici e non sempre impeccabili, la sua specialità era la suspense.
  • Il destino, forse il principale protagonista, un destino ineluttabile che dispone degli uomini come di marionette, che trasforma anche i colpevoli in vittime, che sembra essere non solo incurante, ma anche dotato di una volontà malvagia e capricciosa, vestendo spesso i panni della vendetta.

In un mondo come questo non può esistere l’ordine, infatti le forze dell’ordine di solito latitano, o, se ci sono, possono addirittura essere nemiche dei protagonisti, che devono togliersi dagli impicci con le loro uniche forze. Quelli di Woolrich quindi non sono neppure dei veri polizieschi; torniamo al buio, al nero, Woolrich era un maestro del noir. Qualcuno sostiene che ne sia stato anche il poeta. Colpisce la sua empatia, la vicinanza nei confronti dei suoi tormentati e sfortunati personaggi. La sua scrittura era perfettamente solidale con i loro pensieri, i loro gesti; questo svelava una viva partecipazione dello scrittore ai loro tormenti, oltre naturalmente a contribuire a creare quel caratteristico clima d’ansia e di paura. Può capitare quindi al lettore di provare compassione anche per uno spietato omicida seriale, come nel caso del già citato Appuntamenti in nero. Non si può non pensare che Woolrich sublimasse in questo modo la propria infelicità. La sua scarna biografia ci racconta di un uomo solitario, schivo (malgrado l’intenso rapporto col cinema di Hollywood), preoccupato di nascondere la propria omosessualità, anche con un matrimonio mai consumato e presto fallito (questo spiegherebbe la sua visione pessimistica dell’amore), morbosamente attaccato ad una madre la cui morte lo lascia sempre più solo, malato ed alcolizzato.

Questa edizione di Dentro la notte ha una copertina bellissima ed agghiacciante dell’ottimo Ferenc Pinter, che ne illustra il contenuto meglio di quanto non possa fare io a parole. La ragazza che si punta la pistola alla tempia si chiama Madeline e non sa neppure perché le sia venuto in mente il suicidio, non ha una vera ragione per uccidersi ma non ne ha neppure una per non farlo, la sua esistenza è vuota. La pistola è tutto quello che le rimane del padre morto alcolizzato, non sa neanche se funzioni e se sia carica, preme infine il grilletto ma il colpo non parte. Considera questo come un segno del destino, decide con entusiasmo di voler vivere ancora, nell’euforia lancia via l’arma, la quale cadendo sul tavolo spara un proiettile fuori dalla finestra aperta e colpisce un’altra ragazza. Madeline corre fuori, la soccorre e se la vede morire tra le braccia. La ragazza morta si chiamava Starr Bartlett. Dopo aver atteso inutilmente che la polizia la venga ad arrestare, Madeline decide di scoprire chi fosse Starr, capire cosa volesse fare e cosa avesse lasciato in sospeso, per poterlo terminare al suo posto e sdebitarsi così, almeno in parte, per averne accidentalmente causato la morte. La vita di Starr occupa così il vuoto della vita di Madeline. Per portare a termine questo compito lei dovrò però compiere un delitto, ma ora che ha finalmente uno scopo si sente pronta a farlo. E’ una situazione che ricorda Dostoevskij ed il conflitto interiore, il torturato percorso di espiazione di Madeline della sua potenziale vittima, sono degni di quelli dei personaggi del grande scrittore russo, anche se ovviamente il linguaggio è quello conciso e lineare adatto alle riviste pulp ed alle edizioni paperback. Questo è soprattutto un thriller, infatti io non svelerò i colpi di scena e non racconterò altro. Invito tutti fare questo viaggio dentro la notte.

Scheda del libro:

  • Titolo: Dentro la notte
  • Collana: Altri misteri
  • Autore: Cornell Woolrich e Lawrence Block
  • Pagine: 239
  • Editore: Mondadori
  • Anno: 1988
  • Anobii: scheda del libro

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