Mirco Delfino

Mirco Delfino

Nasce a Savona nel 1966 ed al momento ancora vive.

La vita dopo la morte non è per la gentucola umile e mansueta, per quanto rispettabile possa essere. È il tipo brillante con i dollari in tasca e gli occhi ben aperti che marcia in paradiso, non gli altri!”

Forse uno dei motivi per cui siamo rimasti in pochi a leggere i “classici” della fantascienza è che fa uno strano effetto veder raccontati gli anni che stiamo vivendo in maniera molto diversa dalla realtà. Era bello e plausibile immaginare che avremmo continuato nella corsa all’esplorazione spaziale, ma nessuno ha saputo prevedere quanto la tecnologia e la comunicazione digitali avrebbero cambiato la nostra vita, per cui può capitare di leggere di astronauti che viaggiano tranquillamente verso Marte o Venere e stendono un rapporto in triplice copia con la macchina da scrivere e la carta carbone. Poi però può capitare di leggere un racconto come Il premio del pericolo, scritto da Robert Sheckley nel 1958, ed imbattersi in un personaggio che segue un programma tv su un dispositivo portatile simile ad un palmare, o un tablet, e scoprire che è il protagonista di quello che oggi chiameremmo un reality show, il suo ruolo è quello di soddisfare la curiosità morbosa di un pubblico che ama seguire ledisavventure di persone prive di particolari qualità, con le quali possa davvero identificarsi. Naturalmente non tutta la narrativa di Sheckley è dotata di queste sorprendenti facoltà di precognizione, ma queste non sono le sole che la rendono più attuale e godibile che mai. Il suo è uno dei nomi di punta di quella che venne definita “social science fiction”, una scuola attraverso la quale la fantascienza riallacciò i rapporti con le sue radici più colte ed impegnate, quelle di H.G. Wells, Orwell e Huxley, e, senza trascurare l’elemento avventuroso, propose un atteggiamento consapevole e critico nei confronti dei problemi sociali contemporanei, con uno sforzo che adesso può spesso apparire ingenuo ma che fu tanto coraggioso quanto necessario, dato che proveniva dall’America degli anni ’50, il periodo del maccartismo. Fra gli autori che esordirono in quegli anni, e che si radunarono principalmente intorno alla rivista Galaxy, vale la pena ricordare anche Frederik Phol, Theodor Sturgeon, Philip José Farmer e l’ormai ampiamente rivalutato Philip Dick.

Sottesa alla narrativa horror e fantastica di scuola lovecraftiana c’è una filosofia nichilistica che è stata definita “cosmicismo”, che considera la razza umana come una presenza accidentale ed insignificante all’interno di un universo meccanicistico, caotico ed indifferente. Creature e mondi spaventosi e sovrannaturali sono quindi creati anche per sfuggire a questa cupa visione di immensi cieli neri e vuoti. Questo aspetto decadente, questa sorta di spleen trasposto su scala cosmica, è colto alla perfezione dai racconti di Clark Ashton Smith, che di Lovecraft era, oltre che collega, amico epistolare; i due si stimavano ed ammiravano a vicenda e furono influenzati l’uno dall’altro, pur mantenendo stili ed approcci diversi. É significativo ricordare che Smith fu molto influenzato anche da Baudelaire e le sue traduzioni in inglese delle poesie del “maudit” sono considerate fra le migliori.

Niente funziona meglio di un vecchio disco per viaggiare indietro nel tempo, tornare all’epoca in cui è stato inciso o in cui l’abbiamo sentito per la prima volta. L’età in cui la musica che ascoltiamo lascia un’impronta più decisiva è sicuramente l’adolescenza; nel caso di Lewis Shiner e Ray Shackleford, rispettivamente autore e protagonista di Visioni Rock (il titolo originale è Glimpses, lo stesso di un oscuro brano degli Yardbirds), questa età è coincisa con gli anni sessanta, una sorta di adolescenza sociale, musicale e culturale, una stagione ricca di eccitanti scoperte e di promesse.

«Ogni Conflitto Sociale è lo scontro di tre forze fra di loro contrastanti: l'Ordine Costituito, l'opposizione che cerca di rovesciare l'ordine esistente e sostituirlo con uno proprio, e la tendenza all'aumento dell'Entropia Sociale, tendenza che ogni Conflitto Sociale genera, e alla quale, in questo contesto, si può pensare come alla forza del Caos».

 Gregor Markowitz, Teoria dell'Entropia Sociale

Vorrei cominciare ringraziando il signor Luigi Di Gennaro (chiunque egli sia), che nel 1975 era abbonato a Urania e ha conservato in perfette condizioni questa copia del libro finita nelle mie mani.

In quell'anno Shipwreck di Charles Logan si aggiudicò il premio per il miglior romanzo di fantascienza inglese indetto dall'editore Gollancz e dal quotidiano Sunday Times. Urania fu rapidissima nel tradurre e pubblicare l'esordio di quella che poteva essere una promessa della science-fiction; purtroppo una laconica pagina su Wikipedia ci conferma che Logan, che ci auguriamo viva ancora, alla ragguardevole età di 84 anni, non ha scritto altro, a eccezione di un paio di racconti rimasti inediti.

Libri per genere